Il Procuratore capo Giordano sul “Sistema Siracusa”: “l’aria che si respira adesso è di assoluta serenità”

La Procura "riorganizzata in modo molto più efficiente di prima. Se c'era qualche mela marcia, come verificherà l'autorità giudiziaria competente, nessuna responsabilità può ricadere su di me, in quanto ho fatto sempre il mio dovere"

Siracusa, Si è insediato oggi il nuovo Procuratore capo Giordano

“L’aria che si respira adesso è di assoluta serenità”. Il Procuratore capo della Repubblica di Siracusa, Francesco Paolo Giordano, difende il proprio operato in merito al lavoro di direzione e di coordinamento svolto all’interno della Procura aretusea e assicura il ritrovamento di una nuova serenità. Il procuratore, dopo i convulsi giorni di cronaca che hanno riguardato alcuni sostituti procuratori di Siracusa, ha sottolineato di “aver segnalato” in passato presunte anomalie e di avere svolto nel modo migliore il proprio operato. E in effetti, anche in base a quanto emerge dalle carte del Gip di Messina, l’ex Pm Giancarlo Longo subì un procedimento disciplinare dal Csm proprio su segnalazione del “vigile” Giordano che gli contestò l’auto assegnazione del fascicolo Eni.

Anche se, al netto del suo operato, al quinto piano del Palazzo di Giustizia non si respirava (magari oggi è diverso, chissà) un’aria pulita e l’esposto di 8 colleghi contro altri tre ne sono la prova. In ogni caso il procuratore Giordano tiene a precisare con assoluta fermezza come dal suo arrivo la Procura siracusana sia stata “riorganizzata in modo molto più efficiente di prima. Se c’era qualche mela marcia, come verificherà l’autorità giudiziaria competente, nessuna responsabilità può ricadere su di me, in quanto ho fatto sempre il mio dovere” e afferma inoltre come non vi è stato alcun “inquinamento” nei processi e di aver sempre riferito tutto ai suoi superiori.


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