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18 Gennaio 2012
Per l’Ossobuco4 tranci di stinco di vitello 4-5 cm alti ciascuno100 g sedano, cubettato100 g carote, battute100 g cipolla, battuta200 g burro800 ml brood di vitello300 ml vino bianco120 g Prosciutto di Parma, con il suo grasso, cubettato 200 g pomodoro cubettato150 ml Olio di olive extra verginePer la Gremolata3 g buccia di limone, tritata6 g prezzemolo, tritato3 g spicchi d’aglio, tritatoSale e pepe Preparazione1. In una casseruola a fuoco medio, fate predere colore agli ossobuchi in olio e burro (meta’ di quanto nella ricotta), fino a quando sono ben arrostiti2. Tenere mom
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3 Gennaio 2012
 (la foto in copertina raffigura una delle torure praticate nel carcere di Abu Ghraib,in Iraq)  Marzo/Aprile 2003, gli americani entrano a Baghdad. Si pensava di iniziare una guerra che sarebbe sfociata in guerriglia dopo molti mesi, e invece, già nel Maggio del 2003 la rapidità con cui gli americani si sono trovati a fronteggiare un crescente esercito di combattenti ( la “muqawama”, la famosa resistenza irachena) era sorprendente. In cinque, sei mesi si può dare inizio ad una guerriglia. Ma in un mese solo?   Due americani uccisi a colpi d'
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26 Dicembre 2011
Riprendo a scrivere su SiracusaNews dopo una lunga fase di cambiamenti che mi hanno fatto arrivare in Vietnam in Aprile di quest’anno. Dalla Thailandia al Vietnam. Per molti potrebbe sembrare un contesto abbastanza o quasi uguale, Sud est asiatico con similitudini a livello di tradizioni culinarie e climatiche Alcuni di voi avrete in mente scene dai film anni 80, Rambo, Apocalypse now, Il Cacciatore e altri grandi pezzi della cinematografia anni 70-80. Diciamo tranquillamente che sono passati piu 30 anni da quel buio periodo, dove il tempo e molte vite si sono fermate. Oggi il Vietnam vi
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24 Dicembre 2011
“Il presepio che è una cosa commovente, che piace a tutti quanti..... ” Dalla famosissima commedia in tre atti 'Natale in casa Cupiello' del grande drammaturgo partenopeo Eduardo de Filippo il ricordo di ciò che rappresentava il Presepe e l'amarezza di non ritrovarlo più nelle case degli italiani. Differenziandosi dalle varie sacre rappresentazioni sulla natività di Cristo, in epoca medioevale, nacque, soprattutto in Italia, l'usanza di alllestire un presepe, l'insieme di tutti i personaggi che potevano essere presenti per la na
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7 Dicembre 2011
Governata dagli alawiti, una setta sciita in tutto tranne che nel nome. Di eretici ed estremisti. Affabulatori e crudeli. Odiati persino dai Fratelli Musulmani. All'inizio degli anni ottanta, l'oppressione nei confronti dei ribelli, di chi si oppeneva alla forza governante, si stendeva come una coperta su tutto il Medio Oriente, l'Iraq, l'Iran e l'Afghanistan. E se l'Occidente era indifferente alla sofferenza di milioni di musulmani, ignominosamente lo erano anche la maggior parte dei leader arabi. Arafat, per esempio, non osò mai criticare l'Unione So
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16 Novembre 2011
“[24:31] Dì alle credenti di abbassare i loro sguardi ed essere caste e di non mostrare, dei loro ornamenti, se non quello che appare; di lasciare scendere il loro velo fin sul petto e non mostrare i loro ornamenti ad altri che ai loro mariti, i loro padri, ai padri dei loro mariti, ai loro figli, ai figli dei loro mariti, ai loro fratelli, ai figli dei loro fratelli, ai figli delle loro sorelle, alle loro donne, alle schiave che possiedono, ai servi maschi che non hanno desiderio, ai ragazzi impuberi che non hanno interesse per le parti nascoste delle donne. E non battano i piedi
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13 Novembre 2011
Copricapo arabo che, dopo essere stato un semplice identificativo della vita agreste dei popoli arabi, ha rappresentato Yasser Arafat. Simbolo della Palestina. Un pezzo di mondo lastricato dalla sua spazzatura. La terra del Premio Nobel per la Pace 1994, un uomo che ha peggiorato lo scempio di vita a cui erano già condannati i palestinesi, un uomo che ha intascato soldi rimettendo a dei terroristi l'onere di proteggere il suo popolo. Un uomo furbo. Usava i bimbi come scudo e simbolo della Palestina, ad ogni intervista portava con sè un piccolo travestito (o vestito?) da sol
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10 Novembre 2011
Ho affrontato il mio primo viaggio in Libano sei anni addietro ed è stato un cammino di purificazione e di ritrovo con me stessa e con le mie forze. Un viaggio di redenzione e rinascita. Lì, fuori dal recinto in cui vivevo con una strada sconosciuta come maestra e delle orme che qualcuno ha voluto che percorressi mi sono innamorata, come lampo di temporale estivo, della stessa polvere del Medio Oriente, degli sguardi penetranti, minacciosi e diffidenti degli arabi, di corpi femminili che camminano come fantasmi neri privi di morbidezze e dimensioni. Mi sono innamorata del coraggio di quei
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