Siracusa, 4 giornalisti accusati di associazione a delinquere e diffamazione in concorso, l’Ordine: “intollerabile”

"Tale scelta processuale appare incomprensibile - si legge in una nota dell'Ordine - alla luce delle prerogative dell’attività professionale dei giornalisti: per ciò che è dato capire, infatti, alcuni colleghi, che in più di un caso nemmeno si conoscono fra di loro, si sarebbero organizzati, condividendo iniziative, mezzi, scopi e obiettivi, in combutta con personaggi politici aretusei, per attaccare con accuse false due magistrati già in servizio alla Procura di Siracusa, a loro volta sottoposti a più processi e già oggetto di condanne passate in giudicato"

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Quattro giornalisti indagati dalla Procura di Messina per associazione a delinquere, calunnia e diffamazione in concorso a danno dell’ex Procuratore capo Ugo Rossi e del sostituto Maurizio Musco. Ad essere stati iscritti nel registro degli indagati sono Carmelo Maiorca, Franco Oddo, Gianfranco Pensavalli e Salvatore La Rocca in un procedimento che coinvolge anche l’ex parlamentare Gino Foti e Aldo Salvo, sindaco di Siracusa una trentina d’anni fa.

Nel massimo rispetto della magistratura, ma nell’esercizio dell’altrettanto legittimo e costituzionalmente garantito diritto di critica nei confronti di un potere dello Stato, l’Ordine dei Giornalisti di Sicilia esprime piena disapprovazione per le ipotesi di reato formulate dalla Procura di Messina nei confronti di un gruppo di giornalisti siracusani e messinesi, indagati, assieme a politici della cosiddetta Prima Repubblica, anche con l’ipotesi di associazione per delinquere finalizzata alla calunnia e alla diffamazione.

Tale scelta processuale appare incomprensibile – si legge in una nota dell’Ordine – alla luce delle prerogative dell’attività professionale dei giornalisti: per ciò che è dato capire, infatti, alcuni colleghi, che in più di un caso nemmeno si conoscono fra di loro, si sarebbero organizzati, condividendo iniziative, mezzi, scopi e obiettivi, in combutta con personaggi politici aretusei, per attaccare con accuse false due magistrati già in servizio alla Procura di Siracusa, a loro volta sottoposti a più processi e già oggetto di condanne passate in giudicato“.

L’Ordine ritiene che l’ipotesi di reato sia stata attentamente ponderata, prima della sua formulazione e della conseguente iscrizione dei colleghi nel registro degli indagati e, poiché è tenuto a vigilare sulla disciplina degli iscritti (attraverso il competente Consiglio di disciplina), desidera conoscere le ragioni di questa scelta. L’Ordine dei giornalisti di Sicilia rimane pertanto in attesa di ricevere dalla Procura di Messina gli atti, a conclusione dell’indagine, auspicando una più che rapida conclusione degli accertamenti, considerato che i fatti sono alquanto datati e che in un caso è coinvolto pure un giornalista al quale viene contestata la pubblicazione di una vignetta, considerato pure lui “associato” con gli altri.


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