Siracusa, accorpamento delle Camere di Commercio: il Ministero stoppa l’iter

Un iter travagliatissimo e segnato da una serie di ricorsi e segnalazioni in Procura (per merito e metodo) sia da parte della cordata guidata da Confindustria sia da quella guidata da Confcommercio

Siracusa, Dario Tornabene nuovo commissario ad acta della Camera di Commercio

La Camera di Commercio del Sud-Est non s’ha da fare, ormai sembra cosa certa. Il Mise (Ministero dello Sviluppo Economico) con una nota inviata mercoledì scorso alle Camere di Commercio di Siracusa, Catania e Ragusa, al presidente della Regione, Rosario Crocetta e all’assessorato regionale alle Attività produttive, ha comunicato l’avvio del procedimento di revoca del decreto ministeriale del settembre 2015, quello che cioè sanciva la fusione dei tre enti camerali.

Con quello stesso decreto si nominava come comissario ad acta Alfio Pagliaro che aveva il compito di completare l’iter di accorpamento e avviare le procedure di costituzione del nuovo consiglio camerale (che si sarebbe dovuto insediare il 14 febbraio).

Un iter travagliatissimo e segnato da una serie di ricorsi e segnalazioni in Procura (per merito e metodo) sia da parte della cordata guidata da Confindustria e che sosteneva la candidatura alla presidenza di Ivan Lo Bello, sia dall’altra “fazione”, quella capitanata da Confcommercio e che sosteneva la candidatura a presidente di Pietro Agen.

Quest’ultimo, stando ai conteggi avrebbe vinto la disputa, ma i continui appelli alla magistratura e i ricorsi pendenti, con gli annessi appelli della politica siracusana (che inizialmente non ha mai tenuto conto della vicenda, per poi svegliarsi in un secondo momento) hanno portato il governo regionale prima e il ministero dello sviluppo economico oggi a sospendere il tutto in attesa del pronunciamento del Tar previsto in aprile.

Questo Ministero – si legge nella nota inviata agli enti camerali e alla Regione – tenuto conto delle criticità che hanno generato una situazione di rilevante conflittualità e di incertezza che stanno caratterizzando il processo di accorpamento, ma soprattutto della volontà espressa dalla Regione Sicilia di voler rivalutare complessivamente il processo in atto, e al fine di garantire la piena e indiscussa volontà di tutti i soggetti interessati a voler concludere il processo di accorpamento, ritiene che il medesimo processo di accorpamento debba essere ripensato […] e la cui motivazione, allo stato, non appare più opportuna determinando, quindi, la necessità di provvedere alla revoca del decreto con il quale il medesimo accorpamento è stato disposto.”

L’iter, fa sapere ancora il Mise, verrà concordato con la Conferenza Stato Regioni, così come aveva anticipato qualche tempo fa il ministro Carlo Calenda in una lettera ad presidente della Regione, Rosario Crocetta. Intanto però, la palla passa alla giustizia amministrativa che il prossimo 26 maggio e il 6 luglio dovrà stabilire se e da chi sono stati commessi eventuali illeciti.


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