Da Siracusa al caso “Mediolanum”: dalle dichiarazioni di Amara altri 3 indagati per aver aggiustato una sentenza per Berlusconi

Secondo l’accusa "alcuni giudici avrebbero accettato la promessa di denaro" per annullare la decisione del Tar che aveva imposto a Silvio Berlusconi di cedere le quote della Banca

Foto Fabio Cimaglia / LaPresse08-02-2016 RomaPoliticaSilvio Berlusconi ospite di "L'aria che tira"Nella foto Silvio BerlusconiPhoto Fabio Cimaglia / LaPresse08-02-2016 Rome (Italy)PoliticSilvio Berlusconi guest at "L'aria che tira"In the pic Silvio Berlusconi Silvio Berlusconi, non indagato nella vicenda

La sentenza del Consiglio di Stato sulla riconsegna alla Fininvest di Silvio Berlusconi il 20 per cento di Banca Mediolanum fu “aggiustata”. O almeno così credono i Pm della Procura di Roma. La Procura capitolina, ha infatti iscritto tre persone nel registro degli indagati per corruzione in atti giudiziari. Sono il relatore del verdetto Roberto Giovagnoli, l’avvocato Francesco Marascio e l’ex funzionario di palazzo Chigi Renato Mazzocchi.

Secondo l’accusa “alcuni giudici avrebbero accettato la promessa di denaro” per annullare la decisione del Tar che aveva imposto a Silvio Berlusconi di cedere le quote della Banca. Un altro capitolo dell’inchiesta sulle toghe del Consiglio di Stato che avrebbero “manipolato” alcune sentenze in cambio di favori economici, così come emerso anche dal “Sistema Siracusa” e dalle dichiarazioni rilasciate dall’avvocato Piero Amara dopo il suo arresto avvenuto nel febbraio scorso.

E pare proprio che a seguito di alcune dichiarazioni spontanee rilasciate dal legale siracusano, diventato nel tempo “collaboratore”, si sia arrivati alla sentenza Mediolanum e a un elenco dei professionisti coinvolti, tra cui Marascio che nei giorni scorsi è stato ascoltato dai Pm capitolini e di fronte ai quali si è avvalso della facoltà di non rispondere. Berlusconi non risulta indagato, e per gli investigatori resta al momento un soggetto ignaro rispetto alla vicenda.


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