Siracusa, al Partito democratico manca Giancarlo Garozzo

Da giugno del 2018 anche la faida interna al Pd è scomparsa a Siracusa. Perché è scomparso il Pd. E perché, in realtà, è scomparsa la politica. Da un anno a questa parte, poi, l'amministrazione comunale si è autocommissariata...

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Al Partito democratico a Siracusa manca Giancarlo Garozzo. Attenzione, non nel senso che potrebbe risollevare le sorti di un Pd assente, distante, distaccato, atonico e vecchio. Garozzo negli ultimi 5 anni di amministrazione comunale è riuscito ad attirare su di sé tutte le ire del Partito, con quel suo carattere divisivo e accentratore, decisionista ma tra lo spavaldo e lo sbruffone, mantenendo una tensione altissima per l’intera sindacatura. Manca, perché non c’è un bersaglio.

L’ex primo cittadino arrivò anche al braccio di ferro con il Pd: “altre 72 ore disponibili per fornirmi una rosa di nomi, se ciò non dovesse avvenire mi riterrò libero di procedere al rimpasto come meglio credo” disse nella torrida estate del 2016. Da una parte Riformisti e Fotiani chiedevano l’azzeramento totale, dall’altra Renziani e Dem, che invece accettavano il rimpastino. Alla fine Garozzo rinsaldò la propria maggioranza in Consiglio e scelse il proprio successore. Scelta vincente, quella di Italia, che portò il segretario provinciale Alessio Lo Giudice a rimettere il mandato assumendosi la responsabilità di una sconfitta elettorale che non era solo colpa sua. La decisione delle diverse anime del partito di sostenere quello che è l’attuale assessore Fabio Moschella (giunto al quarto posto con 6 punti percentuali e 3.300 voti di distacco) è stata pagata da chi ha deciso di non fare più politica. Almeno per ora.

E da quel giugno del 2018, anche la faida interna al Pd è scomparsa a Siracusa. Perché è scomparso il Pd. E perché, in realtà, è scomparsa la politica. Da un anno a questa parte l’amministrazione comunale si è autocommissariata cercando di tenere il bilancio in ordine (anche con scelte impopolari) per evitare default e commissariamenti esterni. E non c’è nessuno che fa politica. In Consiglio comunale i “due lupi di mare” Salvo Castagnino e Ferdinando Messina si stanno divertendo – anche se non lo diranno mai pubblicamente – ma rischiano di annoiarsi non avendo opposizione. Loro, all’opposizione. Per ora.

E il Pd che ha un assessore in Giunta (anche se non presentò il proprio simbolo, se non all’interno della cosiddetta “bicicletta” con una lista civica) e una piccola rappresentanza in Consiglio comunale non si sente più. Il secondo partito a livello nazionale (terzo a Siracusa) non ha e non da’ un’indicazione politica anche perché non c’è un timoniere. Venerdì la direzione provinciale sul bilancio del partito, in attesa del nuovo segretario. Intanto non c’è nemmeno una lite che possa movimentare questo periodo caldo, ma solo dal punto di vista climatico. Ah, quanto manca Garozzo a questo Pd.


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