Siracusa: Armato Di Taglierino Minaccia Di Gettarsi Dall’Ottavo Piano

Siracusa: Armato Di Taglierino Minaccia Di Gettarsi Dall'Ottavo Piano

Una trattativa estenuante, lunga quasi tre ore, intessuta di strategie ed escamotage, volti a far desistere un giovane da propositi suicidi.

Nella mattinata di ieri, nella zona alta di Siracusa – e più precisamente in uno stabile ubicato in viale Santa Panagia, nei pressi del Palazzo di Giustizia – Carabinieri e Polizia hanno messo a segno un “colpo” non da poco, riuscendo a salvare la vita di un ventiquattrenne siracusano che minacciava di gettarsi dall’ottavo piano della propria abitazione.

Il giovane, salito sul tetto del palazzo, ed armato di taglierino, aveva già scavalcato il muretto di protezione posizionandosi sul cornicione, facendo quindi scattare immediatamente l’allarme con una chiamata al centralino dei Carabinieri.

Le due pattuglie sopraggiunte sul posto, però, si rendono subito conto che occorrono ulteriori rinforzi, vista la pericolosità della situazione. Vengono quindi allertati i Vigili del Fuoco del Comando di Siracusa, che intervengono con due mezzi posizionando un cuscino ad aria in corrispondenza dell’aspirante suicida, per scongiurare il peggio in caso di lancio da parte dello stesso.

In un crescendo di tensione – che coinvolge i militari dell’Arma e l’intera folla accorsa sotto il cornicione – cominciano le trattative con il ragazzo, che in stato di forte agitazione comunica ai Carabinieri il motivo dell’insano gesto, che, come hanno riferito gli stessi rappresentanti dell’Arma, risiederebbe in un episodio accaduto nei giorni scorsi: la Polizia Stradale aveva sequestrato il suo mezzo, e lui adesso lo rivuole ad ogni costo.

Bisogna a questo punto escogitare qualcosa che faccia credere all’uomo di essere stato esaudito nella sua richiesta, tanto che Carabinieri e Questura decidono di portare l’autoveicolo sotto il palazzo e di consegnare le chiavi nelle mani del proprietario, il quale si mostra però ancora diffidente, ora facendo credere di avere desistito dal suo proposito, ora tornando a mettere a repentaglio la propria vita.

Quando il giovane chiede ulteriori garanzie che il mezzo resterà in suo possesso, le Forze dell’Ordine decidono di giocare un’ultima carta, simulando il dissequestro del veicolo e portando quindi sul posto i verbali redatti dalla Stradale, che continua intanto a rassicurare il ragazzo, cercando di stemperare la tensione con le armi della parola.

Finalmente, intorno alle undici, arriva il primo segnale concreto: il ventiquattrenne consegna ad uno dei Marescialli saliti sul tetto il taglierino. E’ il gesto che porta verso il rinsavimento: dopo venti minuti, infatti, il ragazzo scavalca il muretto portandosi dalla parte protetta.

Subito i militari presenti sul terrazzo intervengono per accompagnare l’uomo al piano terra dell’edificio, dove davanti il portone una Gazzella dei Carabinieri lo prenderà in consegna per condurlo al Pronto soccorso dell’Ospedale “Umberto I”.

Qui sarà ora compito del personale sanitario verificare lo stato di salute mentale del tentato suicida, per valutare se sia il caso di avviare la procedura del TSO – il trattamento sanitario obbligatorio – o se si sia invece più semplicemente trattato di un plateale gesto di protesta.


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