Siracusa, bar all’ex piazza d’Armi. Prestigiacomo: “ordinare la demolizione del mausoleo e dichiarare risolto il contratto”

"Il progetto realizzato è ben diverso da quello per cui la Soprintendenza ha dato il proprio parere ed in particolare è abusiva la piattaforma di cemento armato"

piazzadarmi

Riceviamo e pubblichiamo integralmente una nota di Stefania Prestigiacomo, parlamentare nazionale di Forza Italia, dopo la conclusione dell’ispezione sull’area dell’ex piazza d’Armi al Castello Maniace da parte degli uffici regionali.

“La notizia sui rilievi dell’assessorato regionale ai beni culturali fa ben pensare che sta per emergere la verità attorno alla vicenda della concessione dell’ex Piazza d’Armi del Maniace.

Il progetto realizzato è ben diverso da quello per cui la Soprintendenza ha dato il proprio parere ed in particolare è abusiva la piattaforma di cemento armato come da noi denunciato ormai da oltre un mese. Attendiamo adesso le disposizioni per lo smontaggio del manufatto.

Ma questo è solo un primo passo nell’accertamento delle molte illegittimità presenti in questa vicenda. 

Una giostra di progetti, il primo offerto in gara, ragione di aggiudicazione e concessione. Il secondo radicalmente diverso presentato per ottenere le autorizzazioni (incomplete) il terzo, realizzato, ancora diverso. 

Dopo lunga attesa siamo finalmente riusciti ad accedere agli atti e sono a nostro avviso troppe le illegittimità della procedura che fanno concludere che quel bando non sarebbe mai dovuto esistere insieme all’opera realizzata perché di ‘opera’ si tratta. 

Dal primo momento come è noto ci siamo opposti alla realizzazione dello specchiato mausoleo, abbiamo protestato e preteso ci si spiegasse perché l’amministrazione comunale non si fosse opposta alla privatizzazione della piazza. Purtroppo abbiamo assistito a scomposte reazioni e mai nessuna vera spiegazione. Siamo stati definiti strumentali, non abilitati a protestare, paragonati a mafiosi sanguinari che parlavano di antimafia e legalità ed infine accusati di avere cementificato Siracusa per il g8, il più importante evento che ricordi mai svolto in città che le ha conferito solo prestigio e lustro anche per le sue tematiche. 

Forse il silenzio di questi giorni sul tema ha dato l’impressione a qualcuno di averci zittiti, che la calura estiva ci abbia distratti. Per nulla. Dopo la protesta siamo andati avanti interrogando formalmente Demanio, Comune e Soprintendenza e abbiamo formalizzato le nostre osservazioni innanzitutto allo stesso Demanio chiedendo l’adozione dei relativi provvedimenti in autotutela, quindi abbiamo trasmesso una dettagliata relazione all’AnacC, chiedendo al Presidente Cantone di verificarne la legittimità.

In sintesi, riteniamo esservi state delle anomalie idonee ad inficiare la legittimità di una procedura che ricordiamo di evidenza pubblica e soggetta, per espresso richiamo della norma invocata dall’Ente, all’osservazione di principi e regole del codice appalti, in grado di mettere in discussione il contratto di concessione.

Non reputiamo corretta la qualificazione giuridica dell’area, una piazza in ambito monumentale sottoposta a vincolo e non di certo un edificio nel quale le norme secondarie non ammettono la possibilità di svolgimento di attività commerciale. 

Pensiamo fortemente lesivo della concorrenza la modifica dei documenti della procedura e l’estensione dell’area, passata rapidamente da 2.400 a 5.000 mq, il giorno prima della scadenza del termine per i sopralluoghi obbligatori, senza concessione di proroga e con pubblicità praticamente assente. E tanto altro ancora. 

Riteniamo infine sussistere giuridicamente tutti i presupposti per la risoluzione del contratto di concessione a seguito dell’accertamento dell’impiego di lavoratori in nero in cantiere. 

Continuiamo a credere che quello odierno sia stato il primo e non ultimo passo. Continuiamo a sperare nel senso di responsabilità degli enti pubblici coinvolti che decidano di ordinare la demolizione del mausoleo e magari dichiarare risolto il contratto. 

Finalmente con le dichiarazioni dell’assessore Tusa, è cominciato un percorso di chiarezza e di trasparenza sulla vicenda Maniace. In nostro impegno non verrà meno fino a che ogni aspetto verrà chiarito ogni irregolarità sanata, ogni eventuale illegalità sanzionata. Rimaniamo vigili ed attenti non dimenticando in ultimo l’importante compito della magistratura. Sempre più giù le mani dal Maniace”.


© Riproduzione riservata - Termini e Condizioni
Stampa Articolo