Siracusa, Cafeo getta acqua sul fuoco Pd e assicura: “lavorerò per costruire un nuovo Partito Democratico”

"Non ci siamo mai sottratti al dialogo e al confronto e fino ad oggi abbiamo svolto un ruolo di stabilizzazione del partito, di certo non abbiamo intenzione di cambiare atteggiamento adesso"

giovanni_cafeo

“Oggi non è più accettabile questa sorta di logorio interno, voluto e cercato per provare a destabilizzare la governance degli organismi eletti, trascurando il fatto che i comunicati stampa vengono letti anche dai cittadini. Oggi, non è più il tempo delle “guerre” tra aree, delle dichiarazioni e delle controdichiarazioni a mezzo stampa, dei muro contro muro al solo fine di tutelare o provare a riprendersi poltrone nel partito, anche alla luce della campagna elettorale per le elezioni nazionali di fatto già in corso. Da oggi, non possiamo più permetterci di perdere tempo perché la priorità deve essere il rilancio della Sicilia, del suo territorio, dei cittadini“. Il neo deputato regionale Giovanni Cafeo cerca di gettare acqua sul fuoco all’interno del Partito democratico e risponde – senza citarli – a Renziani, Orlandiani e Area Dem, che avevano reiterato la richiesta di dimissioni del segretario provinciale Alessio Lo Giudice.

Nell’analizzare i dati scaturiti dalle ultime elezioni regionali, il Partito Democratico non può correre ancora una volta il rischio di cadere nello stesso infernale “loop” che negli anni ha poi causato, ogni volta che ciò avveniva, la sua sconfitta elettorale – dice – Anche questa volta, invece di guardare con spirito critico ma costruttivo ai reali motivi della sconfitta, il dibattito viene spostato sulla ricerca di un fantomatico capro espiatorio, una figura sulla quale addossare tutte le colpe del partito senza però risalire alle cause intrinseche del risultato. Come con il raffreddore dunque, si prova a curare soltanto i sintomi, senza nemmeno tentare di risalire all’origine della malattia. Eppure, nonostante tutto, gli organi territoriali del Pd, democraticamente eletti e dunque pienamente rappresentativi di tutte le aree, erano riusciti insieme a proporre una lista ritenuta pressoché da tutti all’altezza della sfida elettorale, con plauso e piena soddisfazione per il lavoro svolto sia a livello provinciale sia regionale. Insomma, fino a poche settimane fa si parlava con un certo orgoglio di volontà dei territori rispettata e di un segretario provinciale che nelle buie stanze di Palermo si era fatto autorevole portavoce di questa volontà di fronte ai vertici regionali del partito“.

Il risultato delle elezioni ha comunque ridotto la coalizione di centrosinistra a essere la terza forza regionale e il Pd, sconfitto, ha ricominciato a litigare puntando il dito sul segretario Lo Giudice e indirettamente sul parlamentare eletto, espressione (come ovvio) solo di una corrente interna nonostante sin dai primi minuti dalla sua elezione Cafeo si sia autodefinito pubblicamente come “il deputato regionale eletto del Partito Democratico”, depurandosi – per così dire – da qualunque etichetta di area. Ma il deputato sa bene che questo continuo valzer di dichiarazioni non fa altro che allontanare sempre più i cittadini dalla politica. Per di più in piena fase precongressuale.

Non ci siamo mai sottratti al dialogo e al confronto e fino ad oggi abbiamo svolto un ruolo di stabilizzazione del partito, di certo non abbiamo intenzione di cambiare atteggiamento adesso – conclude Cafeo – sarò coerente con il mandato datomi dal territorio e lavorerò per costruire un nuovo Partito Democratico, cercando di evitare gli errori che abbiamo commesso nel passato”.


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