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Siracusa, chiuderà il campo Rom ai Pantanelli: oltre 20 mila euro per lasciare l’area

È stato messo a punto un progetto tra Comune di Siracusa e Caritas che prevede il pagamento di 26 mila euro e il rilascio volontario dell'area

La chiusura del campo Rom ai Pantanelli sta per diventare realtà. È stato messo a punto un progetto tra Comune di Siracusa e Caritas che prevede il pagamento di 26 mila euro e il rilascio volontario dell’area.

Con questa soluzione l’amministrazione vuole concludere la lunga parentesi del campo Rom, a Pantanelli da almeno 30 anni e in condizioni igienico sanitarie quanto meno precarie, in un’area a rischio elevato di esondazione. In pratica: l’amministrazione pagherà l’affitto di un appartamento per un anno pur di sgomberare un’area sequestrata il 22 marzo 2018 e affidata in custodia all’assessore all’Ambiente.

Una storia che ha visto numerosi intoppi ma anche la voglia di chiudere il campo, su pressione della Prefettura e della Procura. Durante un blitz delle forze dell’Ordine, infatti, vennero effettuati una serie di controlli, un censimento del numero di abitanti del campo (8 nuclei familiari e due soggetti singoli per un totale di 37 persone di cui 16 minori) e l’accertamento di un presunto scarico di liquami nel torrente Mammaiabica limitrofo all’area del campo, nonostante l’area fosse attrezzata da fossa Imhoff. I tecnici comunali hanno provato ad allacciare gli scarichi alla condotta fognaria o alla realizzazione di ulteriori fosse Imhoff ma le condizioni di pericolosità idraulica della zona hanno evidenziato problemi complessi. È iniziata quindi un’attività di intermediazione tra i Rom e il Comune, con gli assistenti sociali che hanno valutato le condizioni familiari e di salute, cercando di convincere tutti a procedere la rilascio del campo per ragioni di natura idrogeologica e ambientale.

Nel frattempo, dal 2016 il Comune sta collaborando con la Caritas partecipando ai costi di locazione di immobili per famiglie in difficoltà per un anno al costo massimo mensile di 400 euro con un contributo annuale a carico del bilancio comunale di 20 mila euro e pari somma a carico della Caritas, cui viene assegnata l’intera somma in gestione per provvedere all’individuazione delle famiglie e di un garante nei confronti dei proprietari.

L’amministrazione comunale ha pensato quindi di inserire le famiglie Rom, specie quelle con figli minori, in questo progetto di housing first e la Caritas si è detta disponibile attivandosi per reperire immobili i cui proprietari fossero disposi ad affittarli, ma ricevendo solo risposte negative. Quindi l’amministrazione ha pensato a un’alternativa, proponendo il sostegno economico una tantum lasciando loro la ricerca della migliore sistemazione. Tutti disponibili, tranne due nuclei familiari che si sono opposti al rilascio dell’area dei Pantanelli.

La Caritas ha rinnovato la propria disponibilità anche con misure di sostegno alternative all’housing first e comunque manterrà la gestione del progetto, utilizzando le somme messe a disposizione dal Comune e rendicontando le spese. A questo punto si potrà comunque procedere alla bonifica del campo, mentre si attiverà una nuova mediazione con chi ha rifiutato la proposta che porterà – nel peggiore dei casi – allo sgombero coattivo. Volente o nolente, il campo Rom ha i giorni contati.


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