Siracusa, Coltraro: “Stop ai pensionamenti tardivi, rischiamo di avere scuole, uffici e servizi inefficienti perché affidati a lavoratori stanchi”

Augusta, Da Coltraro arriva il no alla chiusura degli uffici di polizia-distaccamento nautico del porto

Il candidato e deputato uscente: "intanto la gioventù in cerca di occupazione rimane mortificata e costretta a cambiare Paese"

Quello dei pensionamenti “tardivi” in Italia sta diventando, davvero, un grave problema socio-economico. Qualcuno potrebbe pensare: se ne accorge adesso che siamo in campagna elettorale? Sicuramente no, ma proprio grazie alle imminenti consultazioni regionali sto incontrando più gente e in diversi ambiti professionali, quindi posso adesso avere una visione d’insieme completa e realistica del fenomeno, che purtroppo affosserà l’Italia, caratterizzandola con giovani stanchi di cercare lavoro e anziani stremati dal dover continuare la loro attività professionale, pena la fame”. A parlare è il deputato regionale uscente Giambattista Coltraro, candidato nella lista dell’Udc per le prossime elezioni regionali del 5 novembre.

Mi sembra assurdo passare da Paese in cui gli uomini e le donne avevano la centralità, in cui si coltivava il valore della dignità fondato sul Lavoro, che è l’unico strumento che offre la possibilità di costruire progetti di vita sereni e non affannati, ad una Nazione che non tutela nemmeno la Salute del suo popolo. Costringendo anche le donne ad andare in pensione a 67 anni, consapevoli che proprio sulle donne grava, da sempre, l’organizzazione delle proprie famiglie, oltre a quella professionale e che quindi sono sottoposte ad uno stress psico-fisico triplicato, che le porterà purtroppo a non godere a pieno della tanto agognata e attesa quiescenza – dice – Non è un bel vedere e constatare che gli uffici pubblici, ma anche le scuole, sono colme di impiegati, dirigenti e anche docenti sbofonchianti, perché devono trascinarsi a lavoro per i prossimi anni, quando invece pensavano di riposarsi e potersi dedicare a se stessi. Questi lavoratori rendono male, svolgono pessimamente, in alcuni casi, le loro funzioni e invece sottraggono opportunità di inserimento ai giovani, a loro volta mortificati dall’assenza di posti che gli consentano di raggiungere la loro autonomia. Sta diventano un circolo vizioso, che non possiamo tollerare. La politica non deve subire scelte assurde, per far quadrare le casse dello Stato bisogna creare occupati entusiasti e sereni, garanzia di produttività, non costringere la gente stanca a continuare a fare quello che forse non è più nemmeno capace di fare, perché hanno fatto il loro tempo e sarebbe ora di passare il testimone”.


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