Siracusa, il Consiglio comunale “boccia” la richiesta di Bonafede sul Peba: “è stata scritta una delle pagine più brutte della storia”

Al termine di un lungo dibattito in aula il punto proposto dal consigliere comunale è stato messo ai voti e bocciato

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“Sabato sera è stata scritta una delle pagine più brutte della storia del consiglio comunale di Siracusa.” A dichiararlo senza troppi giri di parole è il consigliere comunale Sergio Bonafede che nell’ultima seduta si è visto bocciare l’ordine del giorno proposto per verificare il livello di applicazione, da parte dell’Ente, del Piano per l’eliminazione delle barriere architettoniche (Peba) dagli edifici e dagli spazi pubblici. Bonafede, illustrando l’argomento in aula, aveva evidenziato come lo strumento si riferisca non solo agli ostacoli fisici ma anche alle cosiddette “barriere  senso-percettive” che sono motivo di disagio principalmente per i ciechi e gli ipovedenti. La loro mancata eliminazione, inoltre, è motivo di discriminazione e di violazione del principio di uguaglianza sancito dalla Costituzione, secondo Bonafede, che ha pure ricordato come ci siano in Italia comuni che sono stati condannati in seguito a ricorsi presentati da associazioni o da singoli cittadini. Ma alla fine di un lungo dialogo in aula, l’ordine del giorno è stato messo i voti e bocciato.

Ne è venuto purtroppo fuori un dibattito surreale – afferma Bonafede -, che tutti i siracusani dovrebbero guardare, dove, mentre non posso non apprezzare l’atteggiamento responsabile del vice-sindaco Randazzo, dei colleghi consiglieri hanno trasformato la seduta, in un confronto che con i problemi veri delle persone fragili poco o nulla hanno a che vedere. Addirittura c’è chi ha parlato di automobili lasciate in doppia fila senza tenere conto delle tante persone che vivono “prigioniere” nei loro appartamenti. Il consigliere Messina aveva proposto di correggere un passaggio dell’ordine del giorno, quello relativo ad ottemperare quanto previsto dalla legge che impone alle amministrazioni pubbliche di accantonare nella misura minima del 10% i proventi degli oneri di urbanizzazione e delle sanzioni del settore per l’eliminazione delle barriere architettoniche”. Una richiesta mal digerita da Bonafede che la etichetta come “pretestuosa” poichè nella sostanza non avrebbe cambiato nulla “e pure tanto è bastato per far bocciare l’ordine del giorno – ancora -. Anche la consigliera Gentile ha motivato la sua contrarietà all’adozione del provvedimento sostenendo essere stato già inserito nel Dup (documento unico di programmazione). Se l’amministrazione avesse programmato il Peba, oggi lo avremmo trovato nel piano triennale delle opere pubbliche, e invece non c’è!”

Proprio per questo il consigliere comunale ha preannunciato in aula un emendamento al piano triennale per le opere pubbliche e al bilancio di previsione in relazione al Peba. “E alla fine, incredibile ma vero – dice ancora -, la mia proposta è stata bocciata e altri consiglieri si sono addirittura schierati contro la destinazione obbligata del 10 per cento degli importi incassati ogni anno come oneri di urbanizzazione, come stabilito in passato grazie ad un emendamento presentato dall’allora consigliere Salvo Sorbello, approvato all’unanimità e quindi tuttora vigente. Non mi fermerò certo per questa incredibile e imprevista bocciatura del consiglio su un argomento di civiltà – conclude Bonafede -. Incalzerò amministrazione e burocrazia comunale affinchè il Piano per l’abbattimento delle barriere architettoniche, previsto dalle norme di legge tuttora vigenti, veda presto la luce anche a Siracusa”.


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