Siracusa, continua la protesta dei lavoratori dell’ex Provincia. Sindacati contro Palermo: “nessuna volontà politica”

"Nessuna prospettiva concreta e certa è stata fornita dall’assessore Armao, sulla delicata vertenza esplosa nuovamente in questi giorni. L’assenza totale di risposte sull’Ex provincia di Siracusa, già in dissesto da Maggio 2018"

Prosegue la protesta dei lavoratori dell’ex Provincia regionale. Anche oggi va avanti il presidio permanente dei lavoratori dell’ente nella sede di via Roma, mentre i lavoratori della partecipata Siracusa Risorse hanno indetto una nuova assemblea per stabilire quale linea seguire per i prossimi giorni. A niente sembra essere servita la protesta da parte dei lavoratori dei Liberi Consorzi a Palermo sotto palazzo dei Normanni.

Una tesi che emerge anche dalle dichiarazioni delle due categorie della Cgil Siracusa, Funzione Pubblica e Filcams, unitamente alla Confederazione, che hanno stigmatizzato il comportamento tenuto dall’Assessore Regionale al Bilancio, Gaetano Armao, durante il tavolo di concertazione tenutosi giorno 8 febbraio a Palermo all’Assessorato al Bilancio, avente per oggetto la situazione disastrata dei Liberi Consorzi Comunali, giudicandolo irresponsabile e non rispondente alle criticità che soprattutto investono la ex Provincia di Siracusa e la sua partecipata, Siracusa Risorse.

Nessuna prospettiva concreta e certa è stata fornita dall’assessore Armao, sulla delicata vertenza esplosa nuovamente in questi giorni. L’assenza totale di risposte sull’Ex provincia di Siracusa, già in dissesto da Maggio 2018, ci costringe ad affermare che la mobilitazione messa in atto in questi ultimi giorni sia destinata a crescere ed inasprirsi.” Questo il pesante giudizio dei segretari generali di Funzione Pubblica (Franco Nardi) e Filcams (Alessandro Vasquez) e del Segretario Generale della CGIL Siracusa, Roberto Alosi.

“Il dissesto, che qualcuno ha provato ad illustrare durante lo scorso anno come la panacea di ogni male che affliggesse il Libero Consorzio Comunale di Siracusa– proseguono – , ci ha messo in un angolo dal quale sarà difficile uscire. Ribadiamo che senza una chiara volontà politica, volta ad affrontare e risolvere la questione, nulla potrà salvare l’ente. I lavoratori e le lavoratrici, meritano rispetto da parte delle Istituzioni deputate e chiamiamo tutti al senso di responsabilità che ultimamente sembra essersi disperso.”

Un nota, quella dei 3 segretari generali che lascia presagire quindi, una nuova fase di lotta volta a tutelare i diritti di quasi 600 famiglie che devono percepire gli stipendi di dicembre, gennaio e la tredicesima mensilità 2018.


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