Siracusa, contrasto alla dispersione scolastica: oltre 130 casi individuati in tutta la provincia

Oltre 270 persone sono state segnalate all’Autorità Giudiziaria poiché ritenute responsabili dell’inosservanza dell’obbligo dell’istruzione elementare dei minori, ragazzi di età compresa, per lo più, tra i 7 e i 10 anni

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La dispersione scolastica, fenomeno che si manifesta nel mancato rispetto del dovere per i genitori di avviare o garantire ai propri figli la frequentazione della scuola dell’obbligo, di fatto sottrae i più giovani al naturale percorso di istruzione impedendo loro un corretto sviluppo culturale ed un regolare inserimento nel mondo sociale.

Ciò determina inevitabilmente conseguenze deleterie sulla crescita dei ragazzi fin dalla loro più tenera età, limitandone fortemente le possibilità di scelta futura, specialmente nel mondo del lavoro, favorendo le premesse per le quali vengono alimentate le fila della delinquenza giovanile, terreno fertile, tra l’altro, da cui sono purtroppo solite attingere le organizzazioni criminali. Anche per questo motivo, il mondo della scuola è sempre stato per l’Arma dei Carabinieri della Provincia di Siracusa uno degli ambiti dove sono state avviate molte iniziative con lo scopo di avvicinare gli studenti alle tematiche della legalità e alle Istituzioni nella consapevolezza di come sia sempre più necessario formare le coscienze dei più giovani per combattere le manifestazioni di esclusione sociale e quei comportamenti che nel tempo si manifestano in condotte di mancato rispetto delle regole e che, nei casi più estremi, continuano ad alimentare i fenomeni di illegalità presenti sul territorio.

Ai progetti di carattere preventivo, i Carabinieri del Comando Provinciale di Siracusa hanno continuato parallelamente ad operare anche nell’ambito del contrasto ai citati fenomeni che, se non perseguiti, possono inficiare il successo dell’impegno profuso nell’ambito preventivo. Tra questi, quello della dispersione scolastica, è uno dei più sintomatici presenti sul territorio della Provincia. È quanto emerge da un’attività di verifica condotta dai Carabinieri del Comando Provinciale di Siracusa, in stretta sinergia con l’Ufficio Provinciale Scolastico e l’Osservatorio Provinciale per la Dispersione Scolastica e con la diretta collaborazione degli Istituti scolatici dove i militari delle Stazioni Carabinieri si recano periodicamente per avere un contatto con i dirigenti, i docenti ed i collaboratori scolastici scambiando notizie sulle problematiche di interesse che possono riguardare la popolazione studentesca.

Nel corso di questi incontri, i Carabinieri hanno appurato che numerosi bambini erano soliti assentarsi dalle lezioni per lunghi periodi, senza che i genitori e/o gli esercenti la potestà genitoriale fornissero plausibili risposte alle richieste di giustificazioni avanzate loro periodicamente da insegnanti e dirigenti scolastici. Sono stati pertanto avviati accurati accertamenti al fine di verificare le reali motivazioni alla base delle assenze ingiustificate di un così elevato numero di bambini: individuati con esattezza gli assenti “cronici” con riferimento all’anno scolastico 2017/2018, i Carabinieri hanno contattato i servizi sociali dei Comuni interessati al fine di appurare situazioni di reale impedimento nonché per dare inizio a concrete azioni di recupero in favore di tali giovani.

Al termine di tali verifiche sono emersi 137 casi di inadempienza alla potestà genitoriale nello specifico ambito e, conseguentemente, oltre 270 persone sono state segnalate all’Autorità Giudiziaria poiché ritenute responsabili dell’ipotesi di reato prevista dall’articolo 731 del Codice Penale, ovvero l’inosservanza dell’obbligo dell’istruzione elementare dei minori, ragazzi di età compresa, per lo più, tra i 7 e i 10 anni.
In questo ambito il Comando Provinciale dei Carabinieri di Siracusa, da tempo ormai è presente con propri rappresentanti nelle scuole dove vengono tenute conferenze per sensibilizzare, anche i ragazzi in età scolare meno avanzata, al contrasto del bullismo e cyberbullismo, ma anche a non cadere nei fenomeni più degradanti quali il gioco d’azzardo patologico e, ovviamente, l’uso degli stupefacenti.

Con lo stesso spirito sono state organizzate iniziative di collaborazione tra istituti scolastici e Arma dei Carabinieri nel settore dell’educazione stradale, prima fra tutte il concorso “Il casco vale una vita” in cui ogni anno, con l’aiuto di sponsor offerti da importanti aziende del settore energetico con sede in provincia, vengono premiati numerosi studenti che si cimentano in iniziative finalizzate alla sensibilizzazione al corretto comportamento, a norma del Codice della Strada, nell’utilizzo dei ciclomotori e motocicli.

Al riguardo, il Comandante Provinciale Col. Luigi Grasso, dichiara: “L’Arma dei Carabinieri è ed intende rimanere vicina al mondo della scuola e dei giovani partecipando ad ogni iniziativa in tema di legalità e di impegno sociale. La costante collaborazione con l’Ufficio Scolastico Provinciale e con l’Osservatorio Provinciale sulla dispersione scolastica, ci ha consentito di continuare a contrastare il fenomeno in modo convinto, nella consapevolezza di quanto possa impattare, in maniera altrettanto negativa, sulla sana crescita dei ragazzi e sull’equilibrio della società”.
I Carabinieri continueranno a vigilare con la massima attenzione sul fenomeno della dispersione scolastica, ponendo periodicamente in essere analoghe verifiche al fine di contrastarne la diffusione e prevenirne le gravi conseguenze a livello sociale”.


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