Siracusa, crepe in maggioranza: il rimpasto in Giunta non piace a Lealtà e Condivisione

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Sarebbe stato utile e fondamentale per i "randazziani" discutere e condividere la scelta della nuova Giunta attraverso la sottoscrizione formale di un programma e punti programmatici sui temi più importanti

Non è tutto oro quello che luccica. Fatto il rimpasto, aperto a Forza Italia e Movimento 5 Stelle (che continuano a rigettare ogni ipotesi di accordo), allargata la maggioranza ad Amo Siracusa, sembravano aprirsi giorni di serenità per il sindaco Francesco Italia con la nuova Giunta, in attesa di nomi da un Pd costantemente in affanno e litigioso alle prese con la diaspora renziana. E invece no.

Lealtà e Condivisione, che già a luglio aveva evidenziato problemi politici al di là della necessità di un semplice avvicendamento tra persone (“sarebbe politicamente sbagliato gestire questo passaggio in modo riduttivo, puntando esclusivamente alla ricomposizione tout court della squadra di governo“) adesso esprime insoddisfazione per il modo in cui si è pervenuti al riassetto della Giunta e alle scelte operate, con riferimento, ovviamente, a quelle che comportano l’allargamento della maggioranza a forze che alle elezioni del 2018 avevano avversato l’attuale sindacatura sulla base di un programma politico alternativo. E quindi Amo Siracusa.

“Non si è tenuto conto, come da noi per tempo richiesto e su cui si era convenuto, dell’opportunità di un approfondito confronto politico programmatico preventivo – si legge in una nota firmata dal presidente Ezio Guglielmo – volto a verificare la reale e convinta convergenza sul programma, così come dell’ineludibile necessità di ancorare le decisioni conseguenti a un atto formale e vincolante, così come è avvenuto responsabilmente e convintamente tra le forze politiche che hanno dato vita alla attuale amministrazione”. Insomma, nessun riferimento a posizioni in Giunta (Rita Gentile) e deleghe (Patrimonio; Politiche per l’Innovazione, l’Economia Solidale e il Dialogo Interculturale; Politiche Comunitarie; Politiche di genere; Volontariato;  Politiche Giovanili e dell’Infanzia e della Famiglia) – anche se si tratta di rubriche di poco peso, quando il gruppo vede con maggiore attenzione l’ambiente e la difesa del territorio – ma ciò che contesta Lealtà e Condivisione è la mancanza di dialogo preventivo con il primo cittadino.

Sarebbe stato utile e fondamentale per i “randazziani” discutere e condividere la scelta della nuova Giunta attraverso la sottoscrizione formale di un programma e punti programmatici sui temi più importanti, così com’è stato fatto all’alba di questa esperienza governativa quando il candidato Giovanni Randazzo decise di sostenere Italia al ballottaggio, entrando nella compagine amministrativa. Per questo adesso si chiede un confronto e un incontro urgente con il sindaco che “per quanto ci riguarda – conclude Guglielmo – rimane il garante della realizzazione del programma sottoscritto”. Insomma, parafrasando Troisi, pensavo fosse amore… invece era un calesse.


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