Siracusa, dal fondo di riserva ai costi della Giunta: la difesa d’ufficio del sindaco Italia

Il primo cittadino spiega come ha impiegato le somme del fondo di riserva, prendendo le distanze da come le stesse venivano utilizzate in passato e spiegando anche come le indennità di sindaco e Giunta siano inferiori rispetto agli anni precedenti

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Una via di mezzo tra una difesa d’ufficio e una denuncia di diversità rispetto al passato. Di certo però nessun nome è stato fatto, anche se gli obiettivi della conferenza “verità”, indetta stamattina dal sindaco Francesco Italia erano abbastanza precisi: Salvatore Castagnino, Vincenzo Vinciullo e con molta probabilità anche Ezechia Paolo Reale. E a questo punto siamo certi che nessuno dei tre, con annessi gruppi consiliari, farà parte della prossima maggiorana di governo cittadino che voci di corridoio danno sempre più trasversali… o meglio vedono aprirsi anche verso le forze di centrodestra.

Un incontro con la stampa carte alla mano per dare la propria versione dei fatti sugli ultimi attacchi politici subiti: fondo di riserva del sindaco e costi della Giunta comunale. Il sindaco, forse memore dei suoi studi di giurisprudenza si è lasciato andare a una lunga arringa difensiva in cui, per l’appunto, difendeva l’utilizzo del fondo a sua disposizione, criticandone l’utilizzo fatto dalle precedenti amministrazioni, più precisamente da quelle a trazione forzista dell’era Bufardeci – Visentin e che hanno visto in Giunta le presenze di Vinciullo e Reale.

Italia ha voluto mostrare come buona parte del fondo di riserva (che nel suo totale è di 659.999 euro) sia stato utilizzato per interventi nell’edilizia scolastica (224 mila euro), viabilità (176 mila euro), alloggi popolari (98 mila euro), impianti sportivi (25 mila euro), lavori di manutenzione negli uffici comunali (circa 20 mila euro), protezione civile (3 mila euro) e, infine, spettacoli e manifestazioni culturali (16 mila euro). Proprio su quest’ultima voce verte il distinguo rispetto al passato di Italia, che snocciolando alcuni dati ha voluto mostrare la differenza rispetto al 2011, anno in cui la città era guidata dal sindaco Roberto Visentin. In quell’anno il fondo del sindaco – seppur più esiguo essendo di appena 350mila euro – fu utilizzato in buona parte per finanziare spettacoli e manifestazioni culturali (160 mila euro), 40 mila per le attività sportive, altri 40 mila euro per la comunicazione, 10 mila euro per interventi di manutenzione al cimitero e altri 93 mila euro per “altri interventi”. Discorso simile anche per l’anno precedente (2010).

E su questa onda lunga il sindaco ha anche voluto mostrare come i costi dei politici si siano abbattuti. Per tutti, dal sindaco agli assessori. Oggi il sindaco, al netto della riduzione decisa dalla delibera della Giunta Garozzo che prevede un taglio del 20% sugli stipendi, guadagna 4.500 euro lordi al mese, 1.100 meno rispetto a Bufardeci e Visentin. Conti in tasca anche per il vicesindaco che rispetto al passato guadagna 900 euro lordi in meno al mese, così come gli assessori in Giunta (oggi 7, ma pronti a diventare 9, mentre con Bufardeci erano 12) che oggi prendono 2.500 euro lordi al mese rispetto ai 3600-3700 dell’era Bufardeci – Visentin.

Ciò che però non si dice è che 19 anni fa erano realmente altri tempi, le casse comunali non vivevano le attuali ristrettezze e i fondi, strutturali o a pioggia, arrivavano con molte meno fatiche. Così come non si dice che i costi della politica sono diventati argomento recente e che hanno più il valore di un mero “segnale” che di un vero e tangibile risparmio.


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