Siracusa, duro attacco di Reale all’ufficio elettorale centrale: “errori grossolani. Bisognava fermarsi”

Una conferenza che sembra nascondere un doppio messaggio: confidare nell'annullamento del voto per riproporsi in prima linea nel centrodestra

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Un attacco diretto al presidente del Tribunale di Siracusa nonchè presidente dell’ufficio elettorale centrale, Antonio Maiorana, e la volontà (politica) di voler tornare a essere il fulcro o l’uomo simbolo del centrodestra siracusano (unito).

Quella di Ezechia Paolo Reale è stata una conferenza dal doppio volto: da una parte si è rimarcato il sentimento di aver subito un torto (che solo il Tar potrà dimostrare o smentire, ma sono comunque evidenti alcune incongruenze), dall’altra, con i compagni di viaggio alle scorse elezioni amministrative si ha la sensazione che Reale voglia ripartire con slancio proprio da sé stesso per ricompattare un centrodestra sfilacciato, oggi più che mai.

E in effetti al fianco di Reale c’erano tutti o quasi: c’era Vinciullo, c’era Forza Italia… non c’era Amo Siracusa, da tempo passata dall’altra parte della barricata. Così come non c’era nemmeno Cantiere Siracusa, ma in questo caso non si tratterebbe di un passaggio in maggioranza. Reale, senza troppi giri di parole, ha lanciato un duro attacco all’ufficio elettorale centrale, affermando che il presidente Maiorana avrebbe dovuto sospendere le operazioni di verifica degli scrutini alla luce dei grossolani errori emersi tra numeri di schede, numeri di votanti e voti effettivamente conteggiati.

Non avrebbe dovuto procedere. Bisognava fermarsi – ha detto l’ex candidato sindaco –”. Una sfilza di errori, o presunti tali, che per il leader di Progetto Siracusa avrebbero fatto venir meno quasi 5 mila voti, “falsando” così quella che sarebbe dovuta essere la volontà popolare. Insomma, l’avvocato Reale anche oggi ha ribadito nuovamente la propria idea di aver vinto al primo turno. E quelle discrepanze di voti ne sarebbero la dimostrazione. Sempre che 4 di quei 5 mila voti siano tutti per lui. Perché erano proprio 4 mila le preferenze che mancarono alla coalizione guidata da Reale per vincere al primo turno ed evitare nuovamente la beffa del ballottaggio.

Così però non è stato e fin dal giorno successivo al primo turno, il leader di Progetto Siracusa ha mostrato tutta la propria insofferenza per un risultato che è sempre stato convinto di aver ottenuto, ma che non gli è stato riconosciuto. Resta da capire se gli errori emersi – grossolani o meno che siano – da parte dei vari presidenti di seggio siano stati fatti con dolo o per mera impreparazione. Reale, senza nasconderlo e nascondersi, pende per la prima ipotesi ma solo il Tar e la Procura della Repubblica, cui l’ex candidato sindaco si è rivolto, potranno far luce sull’accaduto. Intanto però Reale sembra aver attinto nuova linfa e, nonostante gli esiti del tribunale amministrativo si avranno solo a ottobre, si candida nuovamente a uomo simbolo del centrodestra, ripartendo da altri generali (dato che Progetto Siracusa nel tempo si è lentamente svuotata, eccezion fatta per Curzio Lo Curzio).

L’unico dubbio nasce dal motivo che ha spinto l’ex candidato sindaco a chiedere l’annullamento della tornata elettorale e non il riconteggio delle schede. Ma qui, forse, il tutto è dettato dal passato “radicale” dell’avvocato.


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