Siracusa, ex piazza d’Armi. Ispezione conclusa: intervenire sul bar per “ripristinare la situazione e adeguarla” alla concessione

"In effetti la piattaforma di cemento non era contemplata - dice Tusa - la struttura è di 47 centimetri più alto del previsto. Inoltre, ma questo è stato rilevato dal nuovo sovrintendente, c'è uno sconfinamento nel demanio marittimo, di competenza dell'assessorato territorio e ambiente"

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“Formalizzeremo l’esito dell’ispezione al demanio che ha predisposto l’atto concessorio e che dovrà intervenire per ripristinare la situazione e adeguarla”. L’assessore regionale ai Beni culturali, Sebastiano Tusa, comunica così l’esito dell’attesa relazione degli ispettori della Regione sul caso “Maniace”. I tre ispettori furono inviati circa un mese fa dall’assessore regionale e nella relazione depositata hanno riscontrato “alcune anomalie rispetto all’autorizzazione della soprintendenza“.

In effetti la piattaforma di cemento non era contemplata – dice Tusa – la struttura è di 47 centimetri più alto del previsto. Inoltre, ma questo è stato rilevato dal nuovo sovrintendente, c’è uno sconfinamento nel demanio marittimo, di competenza dell’assessorato territorio e ambiente”.

L’assessore Tusa si riferisce all’articolo 55 del Codice della Navigazione ed è questa l’ipotesi avanzata dal soprintendente Calogero Rizzuto e dall’avvocato Salvo Salerno (comitato Quartieri fuori dal Comune), quest’ultimo aveva citato la legge secondo cui “l’esecuzione di nuove opere entro una zona di trenta metri dal demanio marittimo o dal ciglio dei terreni elevati sul mare è sottoposta all’ autorizzazione del capo del compartimento”. In tal caso sarebbe stata preventivamente necessaria l’autorizzazione dell’Autorità Demaniale Marittima.

L’assessore regionale elogia il lavoro dei tre ispettori, si dice soddisfatto per aver agito in un margine di tempo molto ristretto avviando atti ispettivi in tempi brevi e contento che il proprio ufficio abbia reagito con competenza ed equilibrio senza speculazioni di sorta. Anche perché non è affatto contrario a un punto di ristoro all’interno dell’ex piazza d’Armi, se fosse tutto in regola.

“L’ex soprintendente Panvini ha autorizzato un progetto, poi realizzato in modo diverso da quello approvato – conclude – Per cui sarà il Demanio dello Stato, titolare dell’area, a stabilire se ci saranno risvolti di carattere giudiziario”. Nel frattempo il bar questa estate resterà così com’è: la Regione invierà l’esito dell’ispezione al Demanio dello Stato che dovrà valutarne i riscontri e dare comunicazione al gestore. Da qui potrebbe innescarsi una querelle giudiziaria oppure il punto ristoro potrebbe essere modificato “in pace” in vista della prossima stagione.


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