Siracusa, Fiera del Sud ricorre in Cassazione per chiedere l’annullamento della sentenza del Cga

In pratica si ripercorre la citazione per falso da parte dei titolari di Fiera del Sud nei confronti dei giudici del Cga già presentata a Caltanissetta con la richiesta di risarcimento da quasi 3 milioni di euro

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Open Land ha deciso di ricorrere alla Corte suprema di Cassazione per ottenere l’annullamento della sentenza del Cga, che ha condannato il Comune a pagare in tutto 190 mila euro invece dei richiesti 24 milioni. Non è ancora finita, quindi, l’azione giudiziaria che negli ultimi anni ha condizionato Siracusa con la realizzazione del centro commerciale Fiera del Sud e le richieste risarcitorie milionarie. La difesa del centro commerciale ritiene di poter ottenere la cassazione della sentenza del Consiglio di giustizia amministrativa per questioni attinenti alla giurisdizione.

In pratica si ripercorre la citazione per falso da parte dei titolari di Fiera del Sud nei confronti dei giudici del Cga già presentata a Caltanissetta con la richiesta di risarcimento da quasi 3 milioni di euro. I legali chiesero al Tribunale civile nisseno di condannare il Comune, i magistrati del Cga, la presidenza del Consiglio dei Ministri e Legambiente Sicilia al risarcimento danni per 2,8 milioni di euro, ad esclusione dell’associazione ambientalista presente solo come controinteressata. L’udienza era fissata per il 22 giugno 2018 ma è ancora in una fase embrionale. I giudici del Cga avevano infatti revocato la precedente sentenza che aveva riconosciuto il danno ingiusto subito dai proprietari del centro commerciale di Epipoli ma la sentenza firmata dal presidente Claudio Zucchelli nel merito aveva stravolto gli ultimi due anni di ricorsi giudiziari, respingendo la domanda risarcitoria. E proprio i giudici sono stati citati dalla società con l’accusa di falso e ora Fiera del Sud chiede l’intervento della Cassazione proprio in merito alla composizione del collegio giudicante.

Gli avvocati Antonio Grande e Giuseppe Calafiore (quest’ultimo arrestato a febbraio nell’ambito della vicenda sul cosiddetto Sistema Siracusa) ai magistrati di Caltanissetta hanno chiesto di acquisire alcuni atti documentali e di ascoltare come testimoni l’ex Soprintendente Orazio Micali e il presidente del Consiglio di Stato ed ex estensore del Cga nella vicenda, Antonino Anastasi, per confermare la mancanza di atti di sospensione dei lavori. Altro motivo presentato si riferiva alla decisione sull’improcedibilità di due ricorsi del 2014, presa a febbraio del 2016 ma depositata successivamente e tenendo conto della sentenza di revocazione che in Camera di Consiglio non era ancora stata depositata portando come fonti di prova anche la testimonianza del giudice in pensione Giuseppe Mineo (finito in manette con l’accusa di aver “aggiustato” il risarcimento Open Land) e del Procuratore della Repubblica di Palermo.

Nel frattempo, su altri fronti e versanti giudiziari, il legale di Rita Frontino ha deciso di ricorrere sempre in Cassazione per chiedere il dissequestro del centro commerciale, sequestrato nell’ambito dell’inchiesta della Guardia di Finanza che ha portato all’arresto dell’imprenditrice che attende l’udienza di venerdì per sapere se potrà lasciare il carcere di Piazza Lanza a Catania in cui è rinchiusa da luglio.

Il Riesame, intanto, già da una ventina di giorni ha disposto il dissequestro del trust Quantias Superuisorem, costituito nel 2013, con società trustee International Trust U.K. SA, con sede in Svizzera a Locarno. L’intero patrimonio sociale delle società riguardanti il centro commerciale, infatti, negli anni passati è stato trasferito integralmente e rispettivamente a tre differenti società in accomandita semplice e successivamente le quote sociali delle sorelle Frontino trasferite nello stesso periodo in un unico trust. Infine, l’amministratore unico della società trustee Francesco Perricone si è dimesso dal ruolo ed è stato sostituito dopo che – a seguito del dissequestro – è stata sancita la liceità del negozio giuridico.

E il 17 ottobre prossimo il Cga dovrebbe decidere in merito all’opposizione del pagamento della Ctu Marcella Caradonna avanzata dal Comune, ritenendo che le tesi risarcitorie prospettate dalla professionista sono state accolte dal collegio giudicante solo in una percentuale del 3% circa rispetto a quanto prospettato dalla perizia. In attesa della decisione del Tribunale di Siracusa sul decreto ingiuntivo per la restituzione di oltre 2,5 milioni di euro già pagati dal Comune, su cui il privato ha presentato opposizione.


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