Siracusa, Ias accetta le prescrizioni della Procura. L’impianto resta sotto sequestro, ma via agli interventi

A questo punto, si attende di conoscere il cronoprogramma per la realizzazione delle opere (entro i 12 mesi), ma nel frattempo resta in piedi il bando di gara per la gestione, su cui pendono due ricorsi al Tar

tribunale_ingresso_palazzogiustizia

Ias ha ufficialmente accettato le prescrizioni imposte dalla Procura di Siracusa nell’ambito dell’operazione No Fly, che portarono al sequestro dell’impianto di depurazione. Impianto però che rimarrà sotto sequestro, seppur nella disponibilità della società, così da poter realizzare gli interventi indicati con le prescrizioni.

I magistrati titolari dell’indagine (il procuratore capo facente funzione Fabio Scavone e i sostituti Tommaso Pagano, Davide Lucignani e Salvatore Grillo) hanno chiesto la progettazione e realizzazione di uno o più sistemi per la captazione e l’abbattimento degli odori prodotti dall’impianto o tramite l’adeguamento dell’impianto di deodorizzazione costruito (e mai funzionante) o tramite la progettazione e realizzazione di un impianto ex novo “idoneo ed efficace allo scopo”.

Costo preventivato delle operazioni: 12 milioni di euro. L’Asi, alla fine della scorsa settimana, aveva trovato l’accordo con i soci privati disponibili a provvedere ai lavori richiesti al Palazzo di Giustizia in cambio dell’impegno a riconoscere loro i soldi spesi, o a farlo riconoscere al soggetto privato che subentrerà nella gestione. Il Cda di Ias – che aveva già deliberato il proprio parere positivo ad accettare le prescrizioni della Procura a condizione della disponibilità dei soci privati di farsi carico della fidejussione – ha formalizzato l’atto di adesione.

A questo punto, si attende di conoscere il cronoprogramma per la realizzazione delle opere (entro i 12 mesi), ma nel frattempo resta in piedi il bando di gara per la gestione ordinaria, programmata e straordinaria degli impianti di depurazione per un periodo di 9 anni a poco più di 120,5 milioni di euro (l’8 maggio scadrà il termine) su cui pendono due ricorsi al Tar.


© Riproduzione riservata - Termini e Condizioni
Stampa Articolo