Siracusa, Il collaboratore di giustizia Piccione tuona su Princiotta: “non conosco il sindaco, ma avevo una relazione con lei”

Dice di non conoscere il sindaco, di non averlo mai visto né sentito (“non ho avuto rapporto con lui né personalmente né telefonicamente”) e conferma tutte le dichiarazioni rilasciate alle varie Procure 14 anni fa. Il collaboratore di giustizia Rosario Piccione ha ascoltato questa mattina la conferenza stampa del consigliere comunale Simona Princiotta e ha scritto una nota per rispondere alla stessa.

Partendo dal presupposto che “sono uscito dal programma di protezione testimoni per mia volontà il 29 maggio del 2009, sono stato capitalizzato e quindi allo Stato non costo niente. Questo solo per far risparmiare all’onorevole Zappulla le varie interrogazioni parlamentari, visto che penso abbia anche altro da fare. Quindi a tutti gli effetti sono un cittadino, libero come tutti, senza pendenze in corso”. Precisazione dovuta in quanto il consigliere Princiotta stamattina ha sottolineato che le dichiarazioni di Piccione “sono assolutamente false tanto che la magistratura inquirente le ha sempre ritenute prive di riscontro”, che lei stessa non ha mai ricevuto alcun avviso di garanzia connesso a queste dichiarazioni “utilizzate ad arte dal giornalista Guastella su mandato di coloro che avevano commissionato in una prima fase ritorsioni nei miei confronti”.

Il direttore Guastella, per quelle dichiarazioni pubblicate sul Diario nel 2013, è stato raggiunto da richiesta di rinvio a giudizio per diffamazione aggravata favoreggiamento assieme all’ex presidente del Consiglio Antonio Sullo. Il giornalista ha pubblicato le dichiarazioni rese nel 2002 proprio dal collaboratore di giustizia Rosario Piccione, legato al clan mafioso Bottaro-Attanasio. Il testimone aveva affermato di essere stato legato sentimentalmente alla Princiotta e di averle chiesto di ospitare nella sua abitazione Alfredo Franzò, ai tempi presunto esponente del clan e latitante in seguito all’ordinanza di custodia cautelare della magistratura catanese nell’operazione Tauro. La Princiotta aveva smentito e querelato il giornalista.

Ma Piccione non ci sta e ribadisce: “deve giurare che con me non ha più avuto rapporti telefonici quando ero sotto il programma di protezione – riferisce oggi Piccione – e comunque oggi la Princiotta in questa conferenza ha fatta un grosso autogol: voglio dire altresì che sicuramente anche mio padre e mia madre sarebbero imbroglioni e che quindi quando lei dormiva a casa dei mei genitori in via Filisto 100, era un sogno. Ci sono decine e decine di persone che possono testimoniare sulla mia relazione con Simona Princiotta”. Lo stesso consigliere ha riferito stamattina che Piccione sarebbe indagato per calunnia, che il prossimo convegno organizzato proprio da Guastella il prossimo 29 ottobre “Libertà di stampa e diritto all’oblio” avrebbe un fine ben preciso e ha chiaramente messo in discussione la credibilità del collaboratore di giustizia.

Dal 2009 le mie testimonianze sono agli atti in Questura e richieste dalle varie Procure, l’ultima a maggio 2016 a Siracusa per il processo a carico di Nunzio Cappadonna – specifica Piccione – sono anche testimone del pm della Dda Andrea Ursino di Catania. Grazie alla mia collaborazione sono stati arrestati elementi di due clan: uno quello a cui ero appartenente (Bottaro – Attanasio) e uno quello di Santa Panagia. Il 90 per cento delle persone che ho accusato sono state condannate in via definitiva e attualmente, qualcuno è in regime di 41bis. Ho ricevuto ottime relazioni e i meriti dell’attuale presidente del Senato Pietro Grasso, all’epoca dei fatti Procuratore nazionale antimafia. Per quanto riguarda il convegno organizzato da Guastella, ci sarò e sicuramente non è organizzato per parlare di Simona Princiotta, che dovrebbe sciacquarsi la bocca quando parla di Falcone o Borsellino”.

Giangiacomo Farina e Luca Signorelli


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