Siracusa, Inchiesta petrolio di Potenza: la Procura di Roma chiede l’archiviazione per Gianluca Gemelli

Il compagno dell'ex ministro Federica Guidi era stato iscritto nel registro degli indagati a Potenza per il reato di traffico di influenze. Adesso il Pm capitolino Roberto Felici ha chiesto l'archiviazione ritenendo debole il quadro accusatorio costruito dalla Procura di Potenza

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Chiesta l’archiviazione per Gianluca Gemelli per quanto riguarda l’inchiesta petrolio di Potenza. Questa la richiesta del Pm Roberto Felici nei confronti dell’imprenditore augustano, compagno dell’ex ministro Federica Guidi (dimessasi subito dopo la pubblicazione di alcune intercettazioni), che era stato iscritto nel registro degli indagati a Potenza per il reato di traffico di influenze. A sua volta, anche Gemelli il primo aprile dello scorso anno, a causa delle indagini si era dimesso da commissario di Confindustria Siracusa, carica ricoperta insieme con Giovanni Maiorana.

La richiesta di Archiviazione – Sembra che il quadro accusatorio costruito dalla Procura di Potenza sia fragile, da qui la richiesta da parte del pm romano di procedere verso l’archiviazione. Nel giugno dello scorso anno la Procura generale della Cassazione, accogliendo il ricorso di un indagato, ha stabilito che dovrà essere la Procura della Repubblica di Roma a continuare l’inchiesta sul petrolio, avviata dai Pm di Potenza, per la parte relativa agli affari del cosiddetto “quartierino romano” e al filone siciliano. Rimasta, invece, a Potenza tutta la parte relativa ai reati ambientali addebitati alle compagnie petrolifere e alla realizzazione del Centro Oli di Tempa Rossa.

Le motivazioni del Pm – Nella richiesta il Pm scrive che Gemelli si “presenta come soggetto alquanto intraprendente alla ricerca, quale titolare di società di ingegneria, di affari e commesse nel settore petrolifero”. Per il magistrato, “Gemelli deriva la propria autorevolezza dal fatto di essere notoriamente il compagno del ministro Guidi, condizione che egli spende con una certa spregiudicatezza anche millantando, in modo più o meno esplicito, la possibilità di trarre vantaggio da tale sua condizione”. Tuttavia “aldilà di tali censurabili atteggiamenti – è detto nella richiesta di archiviazione – non emerge che egli abbia mai richiesto compensi per interagire con esponenti dell’allora compagine governativa”.


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