Siracusa, individuato un tempio rupestre nella riserva naturale di Pantalica

Siracusa, individuato un tempio rupestre nella riserva naturale di Pantalica

È stato individuato nella Riserva Naturale Orientata “Pantalica, Valle dell’Anapo e Torrente Cava Grande”, il probabile fulcro religioso appartenente alla civiltà di Pantalica. Autore della scoperta l’antropologo e presidente del Centro Studio Ibleo, Giuseppe Garro. Il sito, scalato dal noto alpinista del k2 Walter Bonatti, è conosciuto con il nome di “Grotta della Stella” nella tradizione orale. Una definizione attribuita dalle comunità agro-pastorali presenti lungo il territorio di Cassaro e Ferla.

L’azione di osservazione dell’ambiente religioso è stata resa possibile grazie a un’intesa tra il Centro Studio Ibleo e il Dipartimento Regionale Azienda provinciale Foreste demaniali di Siracusa, che aveva autorizzato gli studiosi per un progetto di salvaguardia e catalogazione delle specie orchidologiche presenti nella riserva.

«Si tratta di un Tempio – osserva lo studioso – che è interamente scavato nella roccia. Sorge su un ripido costone di una delle cave presenti lungo il corso della Valle sovrastando il fiume Anapo. La sua costruzione, che sembra risalire all’età preistorica, raggiunge nella sua maestosità una larghezza di 50 metri e un’altezza di 25 metri, a circa 100 metri sul fiume Anapo. È un unicum in tutto il Mediterraneo – ritiene lo studioso – il tetto a forma di cupola, particolare nel suo genere, raggiunge, nella sua massima ampiezza, circa 20 metri che si raccordano con un’elaborata finitura trapeziale. Al centro una escavazione di tipo quadrangolare».

Ai lati dell’ambiente si trovano due pozzi, presumibilmente si ritiene fossero alimentati da spontanee sorgive scaturite dalla roccia. Singolari le «maniglie» per appoggiarsi, scavate nella roccia, a distanze di poco variabili: l’ipotesi è che servissero per fissare delle funi in grado di agevolare o precludere l’accesso al tempio. Sono circa 20, data la pendenza del «topos» di circa l’ottantacinque per cento.

Il rinvenimento, secondo Garro e il suo team di ricerca, crea nuove speranze di studio e analisi su un’area di grande interesse. Potrebbe far luce sulla storia dei popoli che vissero negli Iblei nel periodo preistorico: come la loro cultura politica e i loro sistemi religiosi.

«Se gli studi – spiega – confermeranno la sacralità di tale struttura, potremo ritenerci soddisfatti di esserci avvicinati alla civiltà di Hyblon».

A parecchi anni di distanza dalle scoperte di Paolo Orsi e Luigi Bernabò Brea, Pantalica continua a stupire quei ricercatori che arditamente s’inoltrano attraverso la fitta vegetazione della stessa riserva offrendo spunti importanti ai diversi campi d’indagine.

L’èquipe ha subito comunicato la notizia alla Soprintendenza di Siracusa per inserire l’area nella mappa archeologica dei beni culturali da tutelare nella Provincia aretusea


© Riproduzione riservata - Termini e Condizioni
Stampa Articolo