Siracusa, infortunio sul lavoro in zona industriale: operaio perde 3 denti

Trasportato al Pronto soccorso dell'ospedale Umberto I dove gli sono stati riscontrati trauma cranico e facciale

Dopo quello che ha coinvolto un operaio della Richardson, questa mattina un altro incidente ha coinvolto un lavoratore della Sicimontaggi. Un 35enne della Sicimontaggi ha subito un incidente sul lavoro ed è stato trasportato al Pronto soccorso dell’ospedale Umberto I dove gli sono stati riscontrati trauma cranico e facciale e la perdita di tre denti.

“Questo incidente ripropongono ancora una volta dubbi sulle reali condizioni di sicurezza in cui sono costretti a operare i lavoratori dell’indotto – dice Antonio Recano, Fiom Cgil Siracusa – Spesso non denunciati si registrano numerosi incidenti o mancati incidenti che ripropongono, per la crescente frequenza il problema della sicurezza in un’area dove da decenni l’equilibrio economico si regge su uno scambio impari tra industria e territorio, un rapporto passivo alle politiche delle multinazionali della chimica e della raffinazione che impunemente in questi ultimi decenni hanno colonizzato l’intero territorio. Parto da queste considerazioni, che manifestano il degrado e l’insicurezza strutturale del contesto siracusano, perché sono convinto che dietro ogni incidente, dietro ogni mancato incidente, dietro ogni morte sul lavoro, ci sia sempre lo sfruttamento e la condizione di subalternità dei lavoratori alle logiche e agli interessi delle imprese. Nel siracusano le imprese metalmeccaniche che operano nella manutenzione degli impianti hanno consapevolmente accettato, in nome del mercato, un sistema di appalti dove è la committente che fissa al ribasso un costo del lavoro che genera instabilità in un sistema imprenditoriale che per realizzare profitto continua a tagliare diritti e ad eludere leggi in una delirante visione neoliberista. Uno scenario complesso che premia spesso l’azienda meno qualificata o quella che garantisce ritmi di lavoro sempre più alti, dove l’assenza di formazione adeguata sulla sicurezza e un’evidente debolezza del mondo del lavoro insieme ad una costante destrutturazione dei processi di manutenzione, rappresentano fattori di rischio inaccettabili per la salute e la sicurezza dei lavoratori. Fattori di rischio, che per l’implicazione che hanno sulla vita di uomini e donne vanno contrastati con una vertenza generale che scardini gli elementi di questo sistema”.

Per la Fiom occorre costruire un percorso complessivo e vincolante che costringa la politica, il sindacato e tutte le forze sociali in un’azione concreta per la riconquista di una centralità nel sistema complessivo di prevenzione dei rischi. “Occorre esigere controlli che oggi non sono eseguiti da parte delle istituzioni – conclude – realizzare strutture territoriali che esercitino una costante azione di monitoraggio e denuncia, occorre costruire condizioni di legalità reale esercitando ognuno il proprio ruolo con coerenza e fermezza. Occorre mettere in campo azioni concrete in un conflitto sociale che si preannunzia duro, dove sarà necessario esprimere posizioni chiare per contrastare una crisi dilagante e affermare una stagione rivendicativa che costruisca le condizioni reali per ridare al lavoro la dignità, la sicurezza e la civiltà che merita”.

“Il secondo incidente sul lavoro, in poco meno di 72 ore, è la conferma che la sicurezza deve diventare la priorità nella zona industriale –  ribadisce il segretario generale della Ust Cisl Ragusa Siracusa, Paolo Sanzaro, che, esprimendo solidarietà all’operaio rimasto ferito questa mattina, sottolinea la necessità di alzare il livello dei controlli nel territorio – dobbiamo impegnarci di più e le stesse aziende devono investire nella formazione continua del personale. La sicurezza deve essere garantita attraverso il rispetto dei molteplici fattori che la determinano. La preparazione degli operai è tra queste. Non lesinare spese nella sicurezza è un investimento per le imprese. Questo bisogna capire”.


© Riproduzione riservata - Termini e Condizioni
Stampa Articolo