Siracusa, la Cassazione pubblica le motivazioni della condanna per il mostro di Cassibile: “prove ineccepibili”

"Tutto verte sulla perizia - dice l'avvocato Stefano Rametta - auspichiamo che nel futuro si possa revisionare questa sentenza, in base a nuove tecniche della scienza balistica"

Siracusa: resta in carcere il presunto "Mostro di Cassibile" per decisione del Tribunale del Riesame di Catania

La Cassazione ha depositato ieri le motivazioni della condanna all’ergastolo per Giuseppe Raeli: il pensionato di 77 anni definito il “mostro di Cassibile”. Raeli, secondo l’accusa rappresentata dal Pubblico ministero Antonio Nicastro e Angelo Busacca e condivisa dai giudici della Corte di Cassazione, è considerato l’autore di una lunga catena di omicidi e tentati omicidi durata 23 anni a Cassibile causata da contrasti economici e vecchi risentimenti con le vittime.

Il pensionato di Cassibile era stato già assolto dall’omicidio di Rosario Rizza Timpanello del gennaio 1999, e del tentato omicidio di Antonio Bruni avvenuto il 21 novembre 1998, mentre il tentato omicidio di Aurora Franzone del febbraio 2004 era stato derubricato in minaccia aggravata a mano armata e prescritto. È stato invece riconosciuto colpevole degli omicidi di Giuseppe Calvo (9 ottobre 2002), del duplice omicidio dei coniugi Sebastiano Tinè e Giuseppa Spadaro (31 luglio 2003), di Giuseppe Spada (18 agosto 2004), oltre che del tentato omicidio di Giuseppe Leone (15 marzo 2009) di Katia Tinè (31 luglio 2003).

Secondo i giudici le motivazioni che hanno portato alla condanna sono logiche, coerenti, fondate sulle prove acquisite e ineccepibili oltre che impermeabili ai rilievi critici. “Tutto verte sulla perizia – dice l’avvocato Stefano Rametta – auspichiamo che nel futuro si possa revisionare questa sentenza, in base a nuove tecniche della scienza balistica”.


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