Siracusa, sindacati in piazza per “Dignità e Lavoro”: oggi la mobilitazione sul futuro occupazionale della provincia

Il corteo è partito questa mattina da piazzale Marcioni è giunto intorno alle 11 in piazza Archimede

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Il contesto produttivo e occupazionale della provincia di Siracusa versa in una situazione drammatica”. Questo il punto di partenza della manifestazione “Dignità e Lavoro” indetta per questa mattina dalle segreterie provinciali di Cgil, Cisl e Uil.

Il corteo, che è partito questa mattina da piazzale Marcioni è giunto intorno alle 11 in piazza Archimede per alzare la voce sulla situazione produttiva, occupazionale e quindi di sviluppo della provincia aretusea.

Sono numerose le associazioni e organizzazioni che hanno deciso di aderire alla mobilitazione, tra cui la Consulta delle Associazioni datoriali di categoria della provincia di Siracusa che partecipa con l’auspicio che la manifestazione “possa rappresentare il momento di avvio di un percorso di collaborazione proattiva fra le forze sindacali, datoriali (riunite nella Consulta) e le Pubbliche istituzioni. Nella convinzione che per progettare e realizzare un nuovo modello di sviluppo socioeconomico sostenibile non possa prescindersi dal fare rete e dal coinvolgimento dell’intera classe dirigente della nostra provincia”.

Per tale motivo, “chiediamo l’immediata costituzione di un tavolo permanente di confronto sulle tematiche del lavoro e dello sviluppo economico. Sfruttiamo questa occasione, da Siracusa può levarsi una voce di unità e di speranza, insieme saremo più forti!“.

In 5 mila per rilanciare il Patto Siracusa e gridare che il mezzogiorno ha bisogno di lavoro. Un corteo lungo, colorato, composto, che ha messo insieme, con Cgil Siracusa Ust Cisl Ragusa Siracusa Uil Siracusa-Ragusa-Gela, oltre quaranta sigle, laiche e cattoliche.
Al fianco dei lavoratori di tutti i comparti, anche i sindaci della provincia. Hanno portato in piazza le difficoltà degli enti locali privati delle risorse necessarie per fare fronte alle necessità e ai servizi dei cittadini.
Dietro lo striscione unitario, insieme ai segretari generali territoriali Roberto AlosiPaolo Sanzaro e Stefano Munafò, i segretari generali regionali del sindacato, Michele PagliaroSebastiano Cappuccio e Claudio Barone, e quelli nazionali di Cgil Cisl Uil, Gianna FracassiAndrea Cuccello e Tiziana Bocchi.

“Un messaggio forte, quello che parte da Siracusa, con questa mobilitazione – è stato il pensiero di tutti – Da questo territorio parte forte il grido di lavoro e dignità. La forza dei lavoratori che sarà al centro delle altre iniziative nazionali che, Cgil Cisl Uil, hanno già in programma per i prossimi mesi.”

L’Arcivescovo, mons. Salvatore Pappalardo, ha affidato alla piazza un messaggio: “

Carissimi fratelli e sorelle,

invitato a portare un messaggio in questa piazza vi rivolgo, con grande rispetto per il ruolo di ciascuno, un pensiero del mio animo e del sentire di tutta la Chiesa siracusana.

Molte volte ho esortato pubblicamente, specie inoccasione della festa della nostra Patrona S. Lucia, quanti rivestono incarichi di responsabilità nella politica, nelle istituzioni, nel mondo dell’imprenditoria e nei sindacati a superare ogni forma di schieramentoideologico e di assolutizzazione del profitto per giungere ad un impegno corale volto ad affrontare in maniera radicale la gravissima problematica del lavoro nella nostra provincia.

Non spetta alla Chiesa dare soluzioni alla politica e all’economia, ma come ha ricordato Papa Francesco,rivolgendosi agli operai dell’ILVA di Genova, “il lavoro è una priorità umana. E pertanto è una priorità cristiana”.

Come pastore della Chiesa siracusana non posso tacere della sofferenza, che non accenna a diminuire, delle tante famiglie che quotidianamente bussano alle nostre parrocchie per essere aiutate e delle molte altre che non riusciamo a raggiungere e ad aiutare. La loro sofferenza nasce dall’assenza del lavoro che è l’unica via per garantirsi un’esistenza libera e dignitosa e che permette anche di progettare il futuro per sé e per i propri figli.

La nostra Chiesa non assume alcuna posizione di parte perché il Vangelo non è di parte, ma desidera farsi voce delle fasce più deboli della popolazione.

Mi rivolgo allora a chi può dare un contributo concreto affinché possano essere valorizzate al meglio le risorse che il nostro territorio già possiede ed altre risorsepossano essere suscitate per creare nuove opportunità.

Rinnovo l’appello ad una costruttiva ed inedita sinergia di tutte le forze politiche, economiche e sindacali a concentrarsi su questo tema superando ogni forma di contrapposizione per la costruzione del bene comune della nostra popolazione che oggi deve partire necessariamente dal lavoro. Solo il lavoro libero, dignitoso e per tutti, può spegnere sul nascere ogni tensione sociale ed ogni forma di discriminazione,permettendo a ciascuno di dare il proprio insostituibile contributo alla costruzione di una città a misura di persona umana”


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