Siracusa, la Corte di Cassazione conferma la condanna a 4 anni e mezzo per l’autore dell’incidente mortale in cui persero la vita Gabriele e Claudio

L’impatto tra i due mezzi fu violentissimo, tanto da sbalzare i due giovani a diversi metri di distanza dal luogo dell’incidente; Claudio Caruso morì poco dopo l’arrivo in Ospedale, mentre Gabriele spirò il giorno successivo

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La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso di Leonardo Giuseppe Cereda, quarantenne milanese, già condannato dal Tribunale di Milano per guida in stato di ebrezza e omicidio colposo. A Cereda era stata inflitta una pena di 4 anni e sei mesi e l’onere del pagamento delle spese processuali oltre ad una ammenda di 3 mila euro e il ritiro della patente ma aveva presentato ricorso alla Suprema Corte che – come rivela La Sicilia – lo ha rigettato confermando il precedente pronunciamento.

Cereda, l’8 ottobre del 2011 mentre era alla guida di una Fiat 500 travolse all’incrocio tra viale Romagna e via Pascoli, Claudio Caruso e Gabriele Chierzi, due giovani studenti siracusani. L’impatto tra i due mezzi fu violentissimo, tanto da sbalzare i due giovani a diversi metri di distanza dal luogo dell’incidente; Claudio Caruso morì poco dopo l’arrivo in Ospedale, mentre Gabriele spirò il giorno successivo.

Gabriele Chierzi aveva 22 anni, studente universitario alla Bocconi, guidava uno scooter Honda modello Sh ed era alla guida mentre il suo amico, collega e coetaneo, Claudio Caruso, era seduto sulla sella dietro. Alle 5.20 quando lo scooter, che percorreva via Pascoli, a quanto pare dalle prime ricostruzioni, non ha rispettato la precedenza e si è scontrato con la Fiat 500 del 38enne di Gorgonzola che andava a forte velocità lungo viale Romagna.  Un bruttissimo incidente, molto violento, con un epilogo drammatico


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