Siracusa, la III commissione del Csm trasferisce Giordano a Catania. Si attende il plenum dopo il rinvio della seduta di oggi

La vicenda trae le origini dall'esposto alla Procura di Messina di 8 magistrati in merito sulla situazione poco serena respirata all'ultimo piano del Tribunale

Siracusa, Si è insediato oggi il nuovo Procuratore capo Giordano

Ieri la terza commissione del Consiglio superiore della Magistratura ha deliberato il via libera al trasferimento alla Procura generale di Catania del procuratore capo di Siracusa Francesco Paolo Giordano, come da sua richiesta.

La pratica della I commissione che oggi si sarebbe dovuta discutere al Plenum del Csm sul trasferimento d’ifficio è stata quindi rinviata, in attesa dei termini di pubblicazione della sede.

Se ne riparlerà mercoledì prossimo, perché per estinguere la pratica della Prima commissione sarà necessario prima che lo stesso Plenum deliberi il trasferimento.

Il Csm, infatti, potrebbe accettare il trasferimento del procuratore Giordano verso la Procura Generale di Catania, mentre cadrebbe l’ipotesi di incompatibilità ambientale proposta dalla I commissione del Csm.

Il procuratore capo da settimane ha fatto domanda in via principale di per essere trasferito alla direzione nazionale antimafia come sostituto procuratore antimafia, dove aveva esercitato funzioni negli anni 2004/2008, in linea subordinata alla procura generale di Catania come sostituto procuratore generale, la terza commissione ha accolto la domanda subordinata non quella principale. Il plenum si pronuncerà la prossima settimana e in caso di conferma sarebbe dichiarato estinto il procedimento di trasferimento di ufficio.

La vicenda trae le origini dall’esposto alla Procura di Messina di 8 magistrati in merito sulla situazione poco serena respirata all’ultimo piano del Tribunale. E proprio da quella denuncia prese il via l’indagine che ha letteralmente “sconquassato” il mondo giudiziario non solo a Siracusa lanciando l’inchiesta sul “Sistema Siracusa”.

A tal proposito, secondo “Repubblica” sarebbe emerso un quadro ancora più preoccupante, tanto da conteggiare 35 sentenze aggiustate nell’ambito della giustizia amministrativa, giudici amministrativi a libro paga per aggiustare i processi di clienti importanti e quindi tante le novità sarebbero emerse dagli interrogatori eseguiti nelle ultime settimane dai procuratori di Roma e di Messina, soprattutto dopo gli interrogatori di Amara e Calafiore che dopo aver parlato con i magistrati capitolini e peloritani sono passati dal carcere ai domiciliari.

Stesso percorso dell’imprenditore siracusano Alessandro Ferraro, cui è stata disposta la misura meno afflittiva degli arresti domiciliari per quello che era rimasto l’unico indagato coinvolto nell’inchiesta sul Sistema Siracusa ancora detenuto in carcere.

In ogni caso proprio le due Procure smentiscono la ricostruzione che viene data da Repubblica quando si fa riferimento al coinvolgimento di numerosi magistrati del Consiglio di Stato indagati nel procedimento. Ma l’impressione è che a breve possano esserci ulteriori novità.


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