Siracusa, l’artista Carmelo Zappulla grave in ospedale, è in rianimazione

Trasportato d’urgenza nelle prime ore del mattino di domenica all'ospedale “Pineta Grande Hospital” di Castel Volturno, quasi privo di conoscenza e con la pressione molto alta

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Carmelo Zappulla, celebre cantante e attore di Siracusa, 63 anni da pochi giorni, è stato trasportato d’urgenza nelle prime ore del mattino di domenica all’ospedale “Pineta Grande Hospital” di Castel Volturno, quasi privo di conoscenza e con la pressione molto alta. Napoletano d’adozione, è stato sottoposto subito a una Tac e poi tenuto sotto controllo in terapia intensiva, quando gli hanno fatto una seconda tac in seguito alla quale i medici hanno riferito ai familiari che l’avrebbero dovuto operare urgentemente. Nel giugno 2008 era stato ricoverato d’urgenza per un attacco di cuore.

Conclusa l’operazione, durata tutta la notte, adesso si trova ricoverato in Rianimazione ma i medici aspettano 48 ore prima di sciogliere la prognosi. Intanto salta la tournée prevista negli Usa per la fine del mese con sold out a New York tra gli italiani d’America.

Zappulla è nato a Siracusa nel 1955 e ha vissuto nel capoluogo aretuseo fino a 24 anni, quando si trasferì a Napoli e cominciò ad avere successo con la propria musica neomelodica. Primo fra tutti, nel 1979, il brano “Pover’ammore”, dedicato alla moglie scomparsa e scritto da Nino D’Angelo. Vendette un milione e mezzo di copie, venne portato a teatro con una sceneggiata e nel 1983 passò pure al cinema. Nel 1998 partecipa e vince al Festival di Napoli su Rete4 e il 15 aprile 2005 festeggia i venticinque anni di carriera al Palapartenope di Napoli con il concerto Carmelo Zappulla live, presentato da Gigi Sabani e con Mario Trevi ospite d’onore. Nel 2015 pubblica l’album Mia, con la collaborazione di Gianni Fiorellino.

Agli inizi degli anni ’90 una battuta d’arresto per la sua carriera fu una vicenda giudiziaria in cui fu incolpato di essere il mandante dell’omicidio dell’amante della madre, morta un anno prima. Rimase latitante per tre anni ma fu infine assolto nel 22 luglio 1996. Dopo aver scritto il libro autobiografico Quel ragazzo della Giudecca. Un artista alla sbarra nel 1998, nel 2015 inizia a girare il film Il ragazzo della Giudecca, con la regia di Alfonso Bergamo, con Tony Sperandeo, Franco Nero e Giancarlo Giannini. Nel film decide di raccontare la sua esperienza durante gli anni della latitanza.

 


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