Siracusa, loculi del cimitero: manca il numero legale durante il voto sugli emendamenti dopo 3 ore di dibattito

Il numero legale è mancato quando il Consiglio si è pronunciato sulla riforma dell'articolo 41 relativo alla rateizzazione del pagamento delle concessioni

Siracusa, Interrogazione di Fabio Rodante e Massimo Milazzo (Sistema Politico) sull'assegnazione di nuovi loculi ai richiedenti

Niente voto in consiglio comunale sulle modifiche al regolamento di Polizia mortuaria, in particolare della parte che riguarda la decorrenza e la durata delle concessioni dei loculi.

Il tema è alla base di un braccio di ferro tra la Giunta, secondo la quale sono arrivate a scadenza una serie di concessioni a 25 anni, e la parte maggioritaria del consiglio comunale, che interpreta il maniera diversa il regolamento e ritiene che la scadenza vada spostata all’1 gennaio del 2022.

Nonostante un lungo dibattito durato oltre tre ore, con un susseguirsi pregiudiziali e questioni di ammissibilità e trattabilità, al momento del voto sugli emendamenti presentati in maniera congiunta da due commissioni consiliari, in aula sono rimasti 16 consiglieri su un numero minimo richiesto di 17. Le votazioni dunque riprenderanno domani, in seconda convocazione (sempre alle 10,30 e sempre all’Urban center), quando la seduta sarà valida con 14 presenti.

Fino al momento dello scioglimento della seduta erano stati approvati i due emendamenti più importanti, sostenuti dall’opposizione, che modificano in maniera sostanziale l’articolo 70 del regolamento fissando l’inizio delle concessioni all’1 gennaio 1997.

La questione del cimitero, sollevata da Sergio Bonafede, era oggetto di un ordine del giorno aggiuntivo ma è stato affrontata subito dal Consiglio per effetto di una richiesta di prelievo. Domani, dunque, l’Assemblea dovrà affrontare anche i punti dell’ordine del giorno principale che comprende: il regolamento che introduce in città il compostaggio domestico, locale e di comunità; la ratifica della variazione di bilancio per la realizzazione dei solarium; l’approvazione della scheda progetto per attrezzare le Latomie dei cappuccini per attività culturali, concertistiche e teatrali; una mozione di Franco Zappalà con cui chiede la relazione annuale del sindaco; una mozione di Salvatore Castagnino per uniformare gli orari della Ztl a quelli dei bus elettrici.

La seduta, coordinata dal vice presidente Michele Mangiafico per l’assenza della presidente Moena Scala, è stata aperta dalle comunicazioni dei consiglieri. Il primo a prendere la parola è stato Franco Zappalà, intervenuto proprio sulla mozione a sua firma per dire che essa andava intesa come una richiesta al sindaco di venire in aula e presentare la relazione annuale prevista dalla legge; tale relazione non ci sarà dunque, ha concluso, la mozione poteva anche non essere inserita all’ordine del giorno. Curzio Lo Curzio è intervenuto, invece, per dare l’atto all’Amministrazione di avere collocato, dopo una sua richiesta, le passerelle, 34 in tutto, per l’accesso al mare dei diversamente abili, chiedendo poi un’iniziativa nei confronti della Soprintendenza per il decoro dei siti culturali.

Sono stati tutti incentrati sul caso del loculi del camposanto, gli altre tre interventi preliminari. Salvatore Castagnino ha, prima, contestato la formulazione della proposta nell’ordine del giorno perché circoscritta ad alcuni articoli e non a tutto il regolamento; poi ha chiesto se l’assenza della presidente Scala fosse stata giustificata (il vice presidente Mangiafico ha chiarito di essere stato informato telefonicamente da Scala della sua assenza ma che agli atti non c’è alcuna comunicazione scritta). Cetty Vinci ha ricordato che sul cimitero c’era un’altra proposta di Ezechia Paolo Reale che però è stata disattesa. Stessa cosa ha sostenuto Giuseppe Impallomeni ma in riferimento a una propria proposta.

A chiedere il prelievo del punto sul regolamento di Polizia mortuaria è stato Castagnino, motivato con l’urgenza dell’argomento rispetto alle aspettative della gente. La richiesta è passata ad ampia maggioranza. Poi ha preso la parola Sergio Bonafede per illustrare la sua proposta che si limitava a prolungare da 25 a 36 anni i periodi di concessione dei loculi e da 10 a 15 quelli di permanenza delle salme nei campi di inumazione. Tale scelta, secondo il consigliere, è legata ai processi di mineralizzazione delle salme che sono più lunghi rispetto ai tempi, previsti nel regolamento, di concessione dei loculi e di permanenza sotto terra dei feretri. A sostegno di questa impostazione, Bonafede ha presentato un parere rilasciato da direttore del Servizio igiene degli ambienti di vita dell’Asp 8, Vincenzo Ingallinella.

Il regolamento risale al 1996 e gli articoli toccati dalla modifica sostenuta da Bonafede sono il 20, il 23, il 26 e il 42; tuttavia i confini della riforma sono stati ulteriormente ampliati dagli emendamenti delle due commissioni consiliari che, facendo propria la proposta del consigliere Reale richiamata da Cetty Vinci, hanno riguardato soprattutto l’articolo 70, cioè quello che tocca il tema della retroattività dei tempi da cui decorrono le concessioni per 25 anni. L’emendamento alla proposta Bonafede, qualora domani passasse il provvedimento, alla fine avrà l’effetto di fissare la decorrenza all’1 gennaio del 1997 e stabilirà che a questa data dovranno essere fatte risalire tutte quelle concessioni ottenute col regolamento in vigore prima del ’96 e delle quali non esiste documentazione.

Nel dibattito, il primo a parlare è stato Impallomeni che ha specificato meglio quanto detto nel primo intervento: a suo parere, la proposta da portare in aula non doveva essere solo quella di Bonafede ma quella già approvata dal consiglio comunale come atto di indirizzo e che era la sintesi di tutte le altre proposte sui loculi, compresa la sua.

Poi è stata la volta dei pareri tecnici. Il dirigente di settore, Gaetano Brex, ha detto sì alla soluzione dei 36 anni ma ha dato giudizio negativo ad eventuali effetti retroattivi; il dirigente dell’Ufficio tecnico, Natale Borgione, ha sospeso il giudizio in attesa di un parere dell’Ufficio legale; per quanto riguarda il parere contabile, il ragioniere generale, Giorgio Giannì, ha detto di volersi pronunciare solo quando sarà a conoscenza del giudizio dell’Ufficio tecnico; Gianni, tuttavia, si è detto contraria a un’ipotesi di retroattività degli effetti e ha ricordato che il bilancio prevede, dal rinnovo delle concessioni, incassi per 4,3 milioni di euro, somme che, se passasse la modifica del regolamento, verrebbero a mancare e dovrebbero essere recuperate con una variazione di bilancio.

Infine, il segretario generale, Danila Costa, si è espressa per la non ammissibilità degli emendamenti in quanto intervengono su articoli del regolamento non toccati dalla proposta iniziale di Bonafede.

Sull’ammissibilità si è aperto un acceso dibattito. Castagnino ha ricordato che l’argomento della proposta di Bonafede era la modifica del regolamento e che il tentativo di limitarla ad alcuni articoli è stata una forzatura; quanto alla mancanza di pareri, a suo giudizio ciò non blocca l’iter dell’atto. Sulla stessa linea si sono espressi anche Vinci e Mauro Basile, per il quale l’Amministrazione avrebbe fatto bene a ritirare la delibera sui rinnovi delle concessioni. Dopo altri due interventi su questioni formali di Ferdinando Messina e Salvatore Costantino Muccio, il vice presidente Mangiafico ha messo ai voti la questione di ammissibilità che è stata respinta con 15 sì, 7 no e un’astensione.

Sul merito del provvedimento, se per Castagnino il rinnovo della concessioni è un tentativo di salvare il bilancio dell’Ente aumentando i prelievi dai cittadini, per Reale gli emendamenti proposti non sono altro che una interpretazione autentica che l’Aula intende dare del regolamento del ’96; la conferma di questa interpretazione è data dal fatto che nessuna Amministrazione finora ha mai chiesto il rinnovo delle concessioni. Le necessità dei cittadini, ha detto Reale, vengono prima del numeri del bilancio comunale e non il contrario.

Radicalmente diversa la posizione dell’Amministrazione espressa dall’assessore ai Servizi cimiteriali, Alessandra Furnari. Il regolamento, ha detto, va applicato perché così è previsto dall’articolo 70 dello stesso, che introduce la retroattività, e perché ci sono le condizioni normative e contabili. La sua modifica potrebbe comportare un danno erariale e un intervento della Corte dei conti. Immediata la replica di Castagnino: nessun rischio di danno erariale, ha spiegato, perché i 4,3 milioni scritti a bilancio, a fronte di una spesa per il cimitero di un solo milione, non sono ancora stati impegnati. Sulla stessa linea anche Silvia Russoniello, per la quale l’Amministrazione sta “vessando i cittadini” mentre ci sono i margini per trovare nel bilancio i soldi che verrebbero a mancare.

Infine, sulla mancanza dei pareri degli uffici si sono pronunciati Costantino Muccio e Andrea Buccheri che ha posto una pregiudiziale di trattabilità: l’approvazione degli emendamenti senza il giudizio tecnico e contabile, ha detto, configura la violazione dell’articolo 49 del Testo unico sugli enti locali. Il vice presidente Mangiafico ha chiamato l’Aula a pronunciarsi la pregiudiziale che è stata però bocciata con due voti di scarto (12 a 10).

A questo punto sono stati messi ai voti gli emendamenti alla proposta Bonafede. Dopo due sì alla modifica dell’articolo 70, il numero legale è mancato quando l’Aula si è pronunciata sulla riforma dell’articolo 41 relativo alla rateizzazione del pagamento delle concessioni.

Da questo punto riprenderà la seduta di domani.


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