Siracusa, il metaprogetto del nuovo ospedale: un Pi-greco… che difficilmente può sorgere alla Pizzuta

Un modello che richiama quello del nuovo ospedale di Cosenza, ma adeguato leggermente così da avere la forma "archimedea", il metaprogetto prevede inoltre uno sviluppo prettamente orizzontale della struttura che nel suo totale dovrebbe essere alta 5 piani

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Una forma avveniristica (pi-greco), che rispetta tutti gli standard Agenas (struttura modulare) ma che, con molta probabilità non è conforme all’area fin qui proposta per la sua costruzione: quella della Pizzuta. Il metaprogetto la cui redazione è iniziata nel 2016 da parte dell’ufficio tecnico dell’Asp di Siracusa è ormai cosa nota, una struttura che richiama Archimede e il pi-greco, con ampi parcheggi, una pista per l’elissoccorso e un impianto modulare pronto a ospitare tutti i reparti necessari per una classificazione come Dea di II livello. Peccato però che il metaprogetto, che di per sè non è nulla di più che un’idea progettuale, ancora sia al centro di una lunga querelle politica su dove possa essere sviluppato e magari realizzato il nuovo ospedale.

Un modello che richiama quello del nuovo ospedale di Cosenza, ma adeguato leggermente così da avere la forma “archimedea”, il metaprogetto prevede inoltre uno sviluppo prettamente orizzontale della struttura che nel suo totale dovrebbe essere alta 5 piani. Un progetto avveniristico per una struttura all’avanguardia ma che, è giusto dire per non alimentare facili entusiasmi, è ancora molto lontano dal diventare realtà.

La Giunta municipale ha approvato un atto di indirizzo con cui ha dato mandato al dirigente del settore Territorio di definire entro il 29 luglio un’istruttoria tecnica per valutare l’idoneità delle aree su cui realizzare il nuovo ospedale in vista della possibile futura riclassificazione in Dea di II livello, volontà espressa anche dalla Giunta regionale che ha confermato un ulteriore finanziamento di 20 milioni di euro da aggiungere ai 140 già stanziati. La necessità di individuare un’area alternativa in tempi rapidi è stata espressa dal direttore generale dell’Asp (facilmente raggiungibile da tutti i Comuni, come hanno espresso i sindaci della provincia) e l’amministrazione comunale ha deciso di procedere così con l’iter tecnico istruttorio per valutare le aree individuate nella relazione del consulente Giuseppe Pellitteri. Entro la fine del mese, quindi, il dirigente dovrà valutare ed evidenziare le singole peculiarità delle aree in relazione all’intervento urbanistico ed edilizio tenendo conto di Prg, Piano paesaggistico, Piano di assetto idrogeologico e istituzione del Parco archeologico.

Un primo passo per portare in Consiglio comunale la tanto famosa variante urbanistica che potrebbe, con tempi molto lunghi, portare alla posa della prima pietra. Ma è comunque un primo passo. Se poi il nuovo ospedale si farà e se avrà la forma del metaprogetto è ancora troppo presto da dire, dato anche che quell’impianto, come già detto, è stato sviluppato ancor prima di avere un’area.

 


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