Siracusa, non erano verbali ma appunti: archiviato il procedimento sul presidente Armaro e altri 17 consiglieri comunali

La Procura prese le mosse a seguito della denuncia presentata dal consigliere Simona Princiotta su una presunta distruzione dei verbali manoscritti (o delle minute) dei lavori di due commissioni, distruzione che sarebbe stata concordata con il presidente Armaro e con l’ufficio di presidenza

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Archiviato dal Gip Andrea Migneco il procedimento penale nei confronti del presidente del Consiglio comunale Santino Armaro e di 17 suoi colleghi. Il Pubblico ministero Davide Lucignani aveva già chiesto l’archiviazione del procedimento lo scorso gennaio ma in seguito decise di tornare sui propri passi e chiedere una prosecuzione delle indagini chiamando però in causa oltre ad Armaro, altri 17 consiglieri componenti delle commissioni consiliari coinvolte (Luciano Aloschi, Fabio Alota, Giuseppe Assenza, Salvatore Cavarra, Gaetano Firenze, Alfredo Foti, Franco Formica, Antonio Grasso, Enrico Lo Curzio, Gaetano Malignaggi, Massimo Milazzo, Alberto Palestro, Francesco Pappalardo, Gianluca Romeo, Stefania Salvo, Loredana Spuria e Antonino Trimarchi) per poi tornare a chiedere l’archiviazione lo scorso 13 aprile. Per tutti.

La Procura prese le mosse a seguito della denuncia presentata dal consigliere Simona Princiotta su una presunta distruzione dei verbali manoscritti (o delle minute) dei lavori di due commissioni, distruzione che sarebbe stata concordata con il presidente Armaro e con l’ufficio di presidenza. Il Gip ha ritenuto di accogliere la richiesta del Pm non ravvisando il reato di falso per soppressione in quanto i verbali manoscritti non rappresentano i documenti ufficiali della commissione ma appunti informali destinati a essere riprodotti successivamente in un verbale che la commissione deve approvare e firmare.

Al di là di una possibile contestazione in merito alla prassi adottata dagli uffici comunali, quindi, la Procura e il giudice per le indagini preliminari non hanno individuato aspetti penalmente perseguibili e il Gip ha anzi sottolineato che la responsabilità nella redazione del verbale è di competenza del segretario che non può ricevere alcun ordine di distruzione da parte di qualsiasi altra persona. Un’eventuale richiesta in tal senso non potrebbe essere accettata e la responsabilità ricadrebbe proprio sui segretari di commissione, che non erano indagati nel procedimento.


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