Siracusa, Nuova fumata nera per le guardie giurate Asp. I sindacati: “segnale gravissimo”

Ancora una volta le parti non sono riuscite a trovare un accordo per quanto riguarda l'assunzione delle 22 guardie giurate impiegate nell'appalto. I sindacati intanto annunciano di rivolgersi a Corte dei Conti e Anac

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Ancora una “fumata nera” per il cambio appalto delle Guardie giurate dell’Asp. Ieri all’Ufficio provinciale del Lavoro si è tenuto un nuovo incontro tra le parti (sindacati, azienda e Asp) per tentare di trovare una soluzione per il passaggio delle 22 guardie già impiegate nell’appalto di sorveglianza. Una soluzione che però, stando a quanto riferito dai sindacati sembra ancora decisamente lontano.

La Kgb (società che si è aggiudicata la gara) – affermano Cgil, Cisl, Uil e Ugl – dopo aver dichiarato la incompetenza dell’Ufficio del lavoro di Siracusa in merito al cambio appalto, e dopo essere stata platealmente smentita dall’assessorato regionale che invece ha ribadito la titolarità dell’Ufficio a mediare sul cambio appalto delle guardie giurate dell’Asp, nella seduta di ieri, non solo ha continuato a ribadire l’incompetenza dell’Ufficio, ma ha pure rifiutato la proposta di mediazione conciliativa formulata dal dirigente, Antonino Mazzaglia, di assumere almeno 17 guardie in ragione delle ore di lavoro disponibili sull’appalto, tra l’altro ampliate dall’Asp di Siracusa.”

Sembra infatti che l’azienda abbia ribadito la volontà di assumere solo 9 guardie, senza però stabilire i criteri di assunzione nè le tempistiche. I sindacati puntano però il dito anche contro l’Asp che, in qualità di ente appaltante, “non solo non ha reso la minima dichiarazione di fronte alla palese violazione delle norme contenute nel capitolato d’appalto, ma ha abbandonato la seduta” proseguono i sindacati.

Un segnale gravissimo – affermano Gugliotta, Pintacorna, Floridia e Galioto, rispettivamente rappresentanti delle segreterie Filcams Cgil, Fisascat Cisl, Uiltusc Uil e Ugl – che potrebbe avere effetti anche drammatici per chi si vede privato di un diritto fondamentale qual è il diritto al lavoro. Giudichiamo gravissimo l’atteggiamento distaccato ed inconcludente tenuto dalla dirigenza ASP che sarà chiamata a rispondere davanti all’Agenzia Nazionale Anticorruzione ed alla Corte dei Conti per l’atteggiamento omissivo che ha tenuto trascorsi oltre 60 giorni dall’immissione in appalto, nonostante una palese violazione delle norme contenute nel bando di gara.”


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