Siracusa, omicidio del comandante Gianluca Bianca: chiesto l’ergastolo per i tre nordafricani

L’avvocato Pucci Piccione ha sollevato dubbi sulle modalità e sull’autore del presunto omicidio non condividendo la richiesta del Pm

Ergastolo. Questa la richiesta del Pm Tommaso Pagano nei confronti dei due egiziani (detti Mimmo e Ciccio) e del tunisino (detto Benzina), accusati dell’omicidio del comandante Gianluca Bianca e di sequestro di persona nei confronti dei pescatori siracusani Vincenzo Gallitto, Luigi Romano e Corrado Bianca. Gli imputati facevano parte dell’equipaggio del peschereccio “Fatima II”. Attualmente i tre imputati (difesi dagli avvocati Alessandro Cotzìa, Antonella Reale e Rosario Giudice) sono ancora a piede libero e latitanti, nonostante a loro carico sia stato emesso un mandato di cattura internazionale.

Questa mattina durante il processo in Corte d’assise il Pm ha evidenziato alcune incongruenze sulla versione dei tre italiani ma ritenuto veritiera la loro versione e concluso con la richiesta del fine pena mai per i tre. Tutte le parti civili hanno concluso chiedendo la punizione degli imputati tranne il legale dei genitori di Bianca, che non ha rassegnato le conclusioni. L’avvocato Pucci Piccione ha sollevato dubbi sulle modalità e sull’autore del presunto omicidio ed elencato incongruenze emerse dopo aver ascoltato i membri dell’equipaggio. Prossima udienza il 29 ottobre.

I tre pescatori siracusani raccontarono che, nella notte del 13 luglio 2012, i tre stranieri si erano ammutinati contro il comandante Gianluca Bianca, prendendo il controllo del peschereccio e aggiunsero di essere stati svegliati da un colpo di pistola. Alla loro richiesta di spiegazioni, i tre nordafricani risposero che il comandante era stato ucciso e che il suo corpo era stato buttato in mare.

I tre italiani sarebbero stati costretti a prendere posto a bordo di due zattere-gommoni di salvataggio e condotti al porto di Khania, a Creta, dove poi venivano interrogati. Il peschereccio Fatima II veniva successivamente ritrovato al porto di Rashid, in territorio egiziano, dove nessun testimone ha però visto ormeggiare l’imbarcazione.


© Riproduzione riservata - Termini e Condizioni
Stampa Articolo