Siracusa, omicidio Laura Petrolito. Cugno era “capace di intendere e di volere”

La perizia di parte, condotta nell'aprile scorso su richiesta dalla difesa e affidata allo psichiatra Michele Lo Magro, infatti, aveva mostrato come il 27enne fosse affetto da schizofrenia

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Capace di intendere e di volere al momento dell’omicidio. Questo l’esito della perizia condotta dallo psichiatra Antonino Petralia, nominato dal Gip del tribunale di Siracusa Andrea Migneco, nell’ambito dell’inchiesta a carico di Paolo Cugno per l’omicidio della compagna, nonché madre di suo figlio, Laura Petrolito.

La perizia di parte – come riporta Livesicilia.it -, condotta nell’aprile scorso su richiesta dalla difesa e affidata allo psichiatra Michele Lo Magro, infatti, aveva mostrato come il 27enne fosse affetto da schizofrenia e che già nel 2013 era stato sottoposto a Tso, trattamento sanitario obbligatorio, all’ospedale Umberto I di Siracusa, come documentato dalla cartella clinica rilasciata dal nosocomio aretuseo.

In seguito a questa perizia, la richiesta di una contro perizia e l’affidamento al consulente nella cui relazione finale, successiva all’analisi psichiatrica di Cugno, ha stabilito la “capacità di intendere e di volere al momento del fatto omicidiario“, affermando che il 27enne reo confesso “è capace di partecipare consapevolmente al processo“. Il consulente del tribunale, inoltre, ha giustificato i predenti disturbi psicotici del giovane come indotti da fattori esterni e non collegati a particolari patologie di cui sarebbe affetto e, comunque, ormai superati.


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