Siracusa, Open Land dice no alla restituzione dei soldi al Comune. E intanto fioccano i ricorsi di Fiera del Sud e sulle ville di Epipoli a Tar, Cga e Cassazione

I legali del gruppo Frontino hanno presentato altri ricorsi per difendere le società dagli ultimi avvenimenti avversi che li hanno visto soccombere al Cga

villette_epipoli L'area di Epipoli di ville e centro commerciale

Ormai è guerra su tutti i fronti tra il gruppo Frontino e gli enti locali, tanto che i legali di Open Land hanno presentato altri ricorsi per difendere le società dagli ultimi avvenimenti avversi che li hanno visto soccombere al Cga.

Fiera del Sud: Il Cga aveva prima revocato la precedente sentenza che aveva riconosciuto il danno ingiusto subito dai proprietari del centro commerciale di Epipoli e respinto la domanda relativa a oneri condominiali, riprogettazione e adeguamento progetto iniziale (1,1 milioni di euro, già pagati) e penali disponendo una nuova quantificazione del danno sui canoni di locazione (1,7 milioni di euro, già pagati), aumento dei costi di costruzione, perdita dei finanziamenti bancari e interessi compensativi. Poi è intervenuto disponendo la sostituzione del ctu ma mantenendo ferma l’udienza pubblica del 14 dicembre per la trattazione del merito sulla richiesta di risarcimento danni. Gli avvocati del gruppo Frontino hanno presentato un doppio ricorso: uno in Cassazione per motivi di giurisdizione, sostenendo che la sentenza non potesse essere rivista essendo già passata in giudicato, e un altro al Cga chiedendo la revoca… della revoca e ritenendo il precedente provvedimento un errore dei giudici del Consiglio di giustizia amministrativa.

Nel primo caso sembra un film già visto, perché la Corte di Cassazione non può entrare nel merito della decisione del Cga. O almeno, così si espresse quando rigettò i ricorsi avanzati dal Comune di Siracusa e da Legambiente (condannate a pagare 12 mila euro ciascuna di spese di giudizio) che avevano avanzato dubbi sulla giurisdizione esclusiva del Cga a decidere in merito alla condanna al risarcimento dei danni in favore della società. La Cassazione aveva chiarito che è il Cga l’organo che svolge nell’isola le funzioni proprie del Consiglio di Stato e quindi eventuali errori non potrebbero essere corretti da altri giudici. Nel caso della revoca della revoca, è sicuramente un fatto nuovo – almeno per questa provincia – ma questa è una vicenda del tutto particolare che va avanti da anni e che non ha lesinato colpi di scena uno dietro l’altro.

Risarcimento danni: “Abbiamo pagato circa 2,8 milioni a seguito di una sentenza discutibile, che stando a quanto è scritto nella nuova sentenza del Cga non dovevano essere corrisposti. Ho già dato mandato ai nostri legali di attivarsi immediatamente per il recupero delle somme”. Con la sentenza appena emessa, il sindaco Giancarlo Garozzo lo aveva annunciato: voleva indietro i quasi tre milioni già pagati. E così l’ufficio legale dell’ente ha avanzato richiesta scritta chiedendo la restituzione dei soldi. Da Fiera del Sud, com’era ovvio, si sono sentiti rispondere picche perché ancora tutto sub judice, perché l’ente di palazzo Vermexio ha chiesto indietro l’importo senza alcun titolo esecutivo in mano (non ci sono azioni giudiziarie in tal senso e in ogni caso non ci sarebbe neanche il tempo di presentarle visto che a dicembre il Cga si dovrà esprimere sull’importo complessivo) e assicurando – come si nota – la difesa delle ragioni dell’impresa in tutte le sedi opportune.

71 villette: Finito qui? Affatto. Il Cga aveva bocciato la realizzazione delle villette a schiera e la richiesta di risarcimento danni fissata dalla consulenza affidata al consulente Domenico Naso successivamente al ricorso dei Frontino che avevano chiesto 240 milioni di euro per aver ricevuto il divieto dalla Sovrintendenza in forza di un vincolo. In questo versante la società Am group (gruppo Open Land – Fiera del Sud) ha presentato ricorso al Tar contro la Regione chiedendo il risarcimento del danno da atto legittimo, sostenendo che il progetto presentato fosse corrispondente al Prg approvato – oltre che dal Comune anche da Palermo – autorizzando di fatto l’impresa a sostenere un progetto che invece era bloccato da vincoli esistenti. Da cui il danno al privato.

Continua così una battaglia senza esclusione di colpi a tutto tondo, dove la conclusione sembra non essere mai vicina e i “coup de théâtre” all’ordine del giorno.


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