Siracusa, nuovo ospedale alla Pizzuta: il 18 incontro tra Musumeci, sindaci dell’hinterland e Asp. Italia: “discutere della rete, poi della posizione”

Regione, Asp e Comune di Siracusa attorno a un tavolo con i primi cittadini dei Comuni dell’hinterland che hanno manifestato dissenso sulla localizzazione del nuovo ospedale alla Pizzuta, come deciso (per due volte) dal Consiglio comunale aretuseo

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Lunedì 18 febbraio, alle 16, il presidente della Regione Siciliana Nello Musumeci, incontrerà a palazzo d’Orleans – alla presenza dell’assessore regionale alla Salute Ruggero Razza, del sindaco di Siracusa Francesco Italia e dei vertici delle Asp – i primi cittadini dei Comuni dell’hinterland che hanno manifestato dissenso sulla localizzazione del nuovo ospedale alla Pizzuta, come deciso (per due volte) dal Consiglio comunale aretuseo.

Ho già espresso il mio parere al presidente Musumeci – dice il sindaco Italia – Mi piacerebbe che si riuscisse a discutere della rete, non della localizzazione dell’ospedale, perché in realtà dipende proprio dalla necessità di far diventare il nostro un ospedale di secondo livello. È in ogni caso il Consiglio comunale a doversi esprimersi in merito. E certamente anche l’Asp. La questione, già affrontata con il comitato dei sindaci, è di adeguare la rete alle esigenze del territorio, un tema che tiene unite e determinate tutte le forze politiche e i comuni della provincia”.

Un conto è, infatti, costruire un ospedale che si rivolge al solo hinterland del capoluogo, altro è un ospedale di rilevanza territoriale più ampia, che sia un centro di riferimento ultra specialistico per un territorio ed una popolazione più vasta. La nuova rete ospedaliera relega l’ospedale di Siracusa a svolgere il primo ruolo e non il secondo. La riorganizzazione della rete ospedaliera prevede un ospedale di secondo livello ogni 600.000-1.200.000 abitanti e uno di primo livello ogni 150-300.000. La provincia di Ragusa con 318.000 abitanti ha tre Spoke.
La provincia di Catania con 1.100.000 abitanti ha tre Hub, uno in più rispetto a quello che l’esatto calcolo matematico avrebbe previsto per il bacino di popolazione provinciale. Tre Hub concentrati in una ristretta area geografica, ad alto rischio sismico. A questo si aggiunge l’imminente apertura di un altro grande ospedale, il San Marco, alla porta sud della città.

“La provincia di Siracusa con 405.000 abitanti, risulta fortemente impoverita da questa rete ospedaliera – sottolinea Italia – Ha di fatto due Spoke mentre avrebbe potuto avere, ed a mio giudizio dovrebbe pretendere, un centro hub a Siracusa città e due Spoke, dei quali uno già esistente ad Avola/Noto e l’altro a Lentini. Siracusa è fortemente penalizzata tra le province siciliane, non solo in termini di posti letto (2,9/1000 contro i 3,7 previsti) ma anche rispetto alla tipologia di struttura prevista. E non possiamo contare anche i privati. L’eccessivo potenziamento della sanità catanese a nostro discapito rischia di accrescere ulteriormente le attuali difficoltà a reperire medici in tutte le discipline, poiché tale personale preferisce andare verso la più blasonata sanità catanese. Ha senso, dunque, interrogarsi e approfondire la questione relativa al luogo in cui il nuovo ospedale dovrà sorgere – secondo i criteri dell’economicità e dell’efficienza – ma non senza prima aver seriamente riflettuto su quali prospettive vengono attualmente offerte alla nostra provincia”.


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