Siracusa, nuovo ospedale. Donatella Lo Giudice: “no alla Pizzuta”

"La costruzione di un ospedale deve tenere conto dei tempi di percorrenza, in soldoni se una persona viene colpita da ictus o infarto a Buccheri o a Ferla deve arrivare in ambulanza fino a Pizzuta percorrendo il congestionamento del traffico urbano?"

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Riceviamo e pubblichiamo integralmente una nota di Donatella Lo Giudice in merito alla querelle sul nuovo ospedale di Siracusa:

“La sanità di Siracusa e provincia rischia una regressione ulteriore in termini di cure, di mancanza di tecnologie all’avanguardia e di servizi al cittadino e la responsabilità di chi sarebbe?

È di chi ci ha governato, certo, è dei vari manager che si sono succeduti, anche questo è vero ma è anche di ogni singolo cittadino! Nessuno si senta esente da responsabilità. Per ragioni personali e familiari purtroppo frequento giornalmente il nosocomio siracusano e devo riconoscere che non mancano le professionalità sia mediche che infermieristiche, spesso umiliate, dileggiate a torto dagli stessi siracusani.

Nello specifico meritano una speciale menzione i medici e gli infermieri del reparto oncologia con a capo il direttore Paolo Tralongo, è un reparto dove un paziente non è mai considerato un numero in cartella e questo in parte allevia il disagio ed il dolore di chi già soffre, è un luogo sempre pulito, ordinato, con uno staff attento e presente.

I nostri medici non hanno meno professionalità dei medici che incontriamo negli ospedali piemontesi o lombardi (peraltro spesso siciliani) i nostri medici, adeguano mortificando la propria professionalità, il proprio sapere alle carenze infrastrutturali e diagnostiche di cui dispongono!

Vale lo stesso per il reparto di radiologia diretto dal dott Giuseppe Capodieci con uno staff formato da tanti validi e zelanti professionisti. Non trascorre giorno in cui amici, politici e non e perfino parenti, non mi dicano: “ma perchè resti all’ospedale di Siracusa?”

Perché credo che la mia città meriti di crescere molto sotto il profilo sanitario, perchè se lo merita pertanto se continuiamo ad emigrare, quando va bene, nella vicina Catania, spessissimo senza alcuna buona ragione, continueremo a fare il gioco di chi vuole relegare il nostro diritto alla salute ad un diritto di serie B! Perchè un ospedale viene finanziato anche sulla scorta delle prestazioni sanitarie che eroga!

Di questi giorni il dibattito sul nuovo ospedale Provinciale che dovrebbe sorgere nella nostra città. Quale ospedale costruire? Vorrei che tutti e dico tutti, cittadini in testa, comprendessero che costruire un nuovo ospedale alla Pizzuta sarebbe una delle più catastrofiche scelte che si possano compiere per una serie di fondamentali ragioni. Per brevità ne riporto solo qualcuna.

La provincia di Siracusa è territorio ad alta sismicità immaginate cosa succederebbe in caso di terremoto?… La costruzione di un ospedale deve tenere conto dei tempi di percorrenza, in soldoni se una persona viene colpita da ictus o infarto a Buccheri o a Ferla deve arrivare in ambulanza fino a Pizzuta percorrendo il congestionamento del traffico urbano?

Un ospedale provinciale deve essere raggiungibile da tutti i Comuni della zona nord e sud ed essere dotato di strumentazioni all’avanguardia, altrimenti è solo un ospedaletto di serie B o C, appunto.

Alla provincia di Siracusa toccano un ospedale di secondo livello e due di primo Livello! Che il Consiglio comunale sia sovrano nella decisione non da cittadina m’interessa per niente e mi chiedo perchè Asp nelle persone dei manager abbia mantenuto una posizione neutra quando non ambigua fin qui!!

Urge la necessità che la Regione Sicilia riveda quel pasticcio che è la rete ospedaliera siciliana che ci vede penalizzati e che si cambi subito obiettivo e questo, cari concittadini passa anche attraverso l’attenzione che mettiamo o non mettiamo su questo fondamentale argomento che riguarda la salute di tutti noi, salvo poi dire sempre che la colpa è dei politici!! Per una volta diamo noi una mano alla politica e non per votarla ma perchè difenda il nostro diritto di cura! Chiamiamo a raccolta i sindaci, i deputati nazionali e regionali, i Senatori, gli assessori e i manager di questa strabenedetta Asp il cui acronimo corrisponde ad Azienda Sanitaria Provinciale… non dimentichiamolo. Riusciamo almeno una volta a stare tutti dalla stessa parte, cioè dalla parte della nostra stessa salute?”.


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