Siracusa, “parlo solo nelle sedi opportune”: il Procuratore Giordano è chiaro dopo le parole del Pm Longo

Il procuratore ha lavorato tanto per provare a eliminare la situazione in cui si erano creati al suo insediamento ma in questo momento appare come il comandante di una nave in tempesta che vuole portare l'imbarcazione in acque sicure

francesco_paolo_giordano

Non intende rispondere delle dichiarazioni altrui, non vuole entrare nel campo dello scontro pubblico ma di certo le dichiarazioni del magistrato Giancarlo Longo non sono piaciute al Procuratore capo della Repubblica Francesco Paolo Giordano. Non possono piacere, infatti, parole tanto dure pronunciate dal Pm Longo (“i colleghi che contro di me hanno presentato l’esposto dove si parla di comitati d’affari mi vogliono “morto”, due in particolare”) soprattutto se pronunciate attraverso gli organi di stampa.

Quello che ho da dire l’ho detto e fatto nelle sedi opportune – si limita a dire il Procuratore Giordano – La mia azione è stata sempre conforme alle regole e all’insegna dell’assoluta trasparenza”. Un no comment che quindi si mostra per quello che è: ha letto le dichiarazioni, sicuramente mal digerite, e non intende stare con le mani in mano ma riferire a chi di dovere. E quindi la Procura generale di Catania e il procuratore Salvatore Scalia, che lo scorso marzo aveva chiesto di abbassare i toni del confronto.

Non ama utilizzare la parola “veleni” associata alla Procura, anche perché il procuratore ha lavorato tanto per provare a eliminare la situazione in cui si erano creati al suo insediamento ma in questo momento appare come il comandante di una nave in tempesta che vuole portare l’imbarcazione in acque sicure. E certo che il trasferimento del Pm Musco e la richiesta di tornare a Roma proprio di Longo potrebbe favorire il ritorno di un clima più disteso al quinto piano del palazzo di Giustizia, che più di ogni altro ha bisogno di serenità per affrontare un lavoro tanto difficile facendo i conti con una carenza d’organico non indifferente.


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