Siracusa, Pillirina: il Tar azzera tutto. Riserva da rifare, no alla variante della bellezza e no al risarcimento per Elemata

In un giorno solo è tutto stravolto per via di una serie di sentenze che non accontentano appieno il privato che sperava di ottenere anche il risarcimenti ma certamente non possono soddisfare gli ambientalisti, già pronti ad assaporare l'istituzione imminente di una riserva che adesso sembra essere tornata un miraggio

tarpillirina

Sei anni di battaglie e adesso per la Pillirina sembra essere tornati all’anno zero. O quasi. Semplicemente, tutto da rifare: dalla riserva al piano Paesaggistico alla variante della bellezza. E il marchese Di Gresy, almeno per ora, può scordarsi il risarcimento. Queste le decisioni più importanti assunte dal Tar su 11 ricorsi – alcuni riuniti e raccolti – che vedevano scontrarsi in sede giudiziaria il Comune di Siracusa e la Regione da una parte e il proprietario del terreno su cui vorrebbe sorgesse un resort di lusso dall’altra.

E dire che mentre il Comune e gli ambientalisti urlavano “non s’ha da fare”, l’ente regionale – pur non condividendo alcune decisioni dell’amministrazione locale – aveva deciso e recentemente annunciato l’approvazione dell’istituzione della riserva a novembre. E invece ecco la decisione dei giudici amministrativi: nessun risarcimento nei confronti di Elemata Maddalena, corretto il provvedimento della Regione che aveva annullato la cosiddetta Variante della Bellezza del Consiglio comunale e intanto Palermo deve riavviare l’iter del Piano paesaggistico e della variante del Piano regionale dei parchi e delle riserve naturali. L’istituzione della riserva naturale “Capo Murro di Porco e Penisola della Maddalena”, insomma, torna ad essere più lontana.

Innanzitutto è stato respinto il ricorso del Comune di Siracusa contro il decreto dell’assessorato del Territorio e dell’Ambiente della Regione Siciliana con cui era stata annullata la delibera del Consiglio comunale del 2011 di adozione della variante al vigente Prg, conosciuta come Variante della Bellezza. Rigettato perché secondo i giudici il decreto assessoriale è stato legittimamente adottato dall’Arta mentre per ottenere questa variante, secondo il Tar, al Comune mancava il parere del Genio civile e la Valutazione ambientale strategica. Il collegio giudicante non ha condiviso la tesi del Comune secondo cui sono escluse dalla procedura Vas “le varianti agli strumenti urbanistici generali… che non comportano un aumento di carico urbanistico” e per questo motivo ha ritenuto corretto l’operato della Regione che ha annullato la delibera consiliare.

Improcedibili quindi, i due ricorsi di Elemata riuniti sulla Variante della Bellezza perché… la variante non c’è più. E la richiesta di risarcimento non appare percorribile sia per il venir meno della variante contestata (che così consentirebbe la realizzazione del progetto edilizio di Elemata), sia perché gli enti locali hanno comunque la facoltà di riprendere l’attività pianificatoria una volta eliminati gli ostacoli procedimentali emersi.

Accolti invece i sei ricorsi riuniti per l’annullamento delle modifiche al Piano regionale dei parchi e delle riserve per inserirvi l’istituzione della riserva naturale “Capo Murro di Porco e Penisola della Maddalena”, con imposizione del vincolo di tutela biennale (rinnovato) e delle misure di salvaguardia e dell’adozione del Piano paesaggistico della provincia di Siracusa. Il Tar in questo caso ha annullato tutti i provvedimenti degli enti pubblici ma negato il risarcimento alla società. La normativa prevede infatti che in sede di pianificazione paesaggistica, la Regione deve garantire le più ampie forme di concertazione istituzionale e di partecipazione dei soggetti interessati e delle associazioni portatrici di interessi diffusi.

Le garanzie di partecipazione e di contraddittorio – si legge invece nella sentenza del Tar – appaiono disattese nella formazione dei provvedimenti impugnati, che per questa ragione debbono essere annullati”.

La Regione, pertanto, dovrà ripercorrere l’iter istruttorio assicurando il coinvolgimento di tutti i soggetti interessati e la valutazione, esaurientemente motivata, delle osservazioni proposte. Sotto questo profilo i ricorsi sono accolti, quindi, ma non l’istanza risarcitoria considerato che l’annullamento dei provvedimenti regionali garantisce il “riespandersi della facoltà edificatoria” secondo le disposizioni del Prg di Siracusa e che, comunque, l’iter procedimentale per la valutazione delle esigenze ambientali del territorio potrà essere ripreso dalla Regione con le garanzie di partecipazione.

Respinto invece il ricorso di Elemata sul silenzio della Regione e del Comune in merito all’istanza di approvazione del piano di lottizzazione. Secondo i giudici del tribunale amministrativo etneo i due enti non hanno l’obbligo di pronunciarsi sulla richiesta di approvazione del piano di lottizzazione della società perché il nulla osta negato dalla Soprintendenza è vincolante e determina di fatto lo stop dell’iter di approvazione. Ed è respinto infine anche il ricorso sul parere negativo espresso dalla Soprintendenza sul piano di lottizzazione perché il giudizio dell’ente di piazza Duomo riguarda il progetto già presentato da Elemata ma non esclude la possibilità di differenti interventi edilizi compatibili con le esigenze di rispetto dei valori ambientali e culturali della zona.

Insomma, in un giorno solo è tutto stravolto per via di una serie di sentenze che non accontentano appieno il privato che sperava di ottenere anche il risarcimenti ma certamente non possono soddisfare gli ambientalisti, già pronti ad assaporare l’istituzione imminente di una riserva che adesso sembra essere tornata un miraggio. Non è ancora detta l’ultima parola sulla vicenda, sarà l’ultima invece di questo Governo regionale ormai agli sgoccioli.


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