Siracusa, porto turistico ex Spero: le precisazioni di Pianese a Legambiente e Lealtà e Condivisione

Il presidente della società Spero ribadisce i concetti già pronunciati in conferenza, sostenendo di voler convocare una conferenza dei servizi per portare avanti il progetto del Porto turistico

Il presidente di Spero, Vittorio Pianese, replica a quanto dichiarato ieri da Lealtà e Condivisione e Legambiente, confermando di fatto quanto già dichiarato durante la conferenza stampa dello scorso 25 luglio.

Devo constatare, con dispiacere e imbarazzo – dice Pianese – che alcune prese di posizione, compresa quella di  Gian Antonio Stella sul Corriere della sera, che mi ha fatto finire nel tritacarne mediatico, continuano ad ignorare fatti di assoluto rilievo che sono stati da me evidenziati e continuamente da me ribaditi. Infatti tutti gli interventi di critica continuano ad ignorare che la sentenza del CGA 1/2018, in riforma di una precedente sentenza del TAR, ha dato ragione alla S.P.E.R.O. che ha sostenuto che la Soprintendenza era andata oltre i limiti assegnati dalla legge sui poteri della stessa nell’esame del progetto definitivo. E’ il CGA che ha stabilito che la Conferenza di Servizi deve essere riaperta con l’esame del progetto definitivo, presentato da S.P.E.R.O. il 30.01.2012“.

Nella giornata di ieri, sia il movimento politico Lealtà e Condivisione, sia Legambiente hanno stigmatizzato alcune dichiarazioni di Pianese, soprattutto quelle rivolte ai funzionari della Soprintendenza, dichiarandosi però aperte a valutare un progetto che possa riqualificare l’area di via Elorina con la realizzazione di un porto turistico ma allo stesso tempo dichiarandosi apertamente contrarie al progetto iniziale presentato dal privato.

Mi meraviglio che in tutti gli interventi di coloro che mi contestano, tale giudicato del Cga venga ignorato, anche perché la stessa Legambiente partecipò, come è avvezza fare, “ad adiuvandum” nel procedimento – prosegue Pianese -. Ora la recente sentenza annulla qualsiasi dichiarazione o intento precedentemente manifestato, perchè, come sanno i cultori del diritto, l’Amministrazione si muove sui documenti e non sulle intenzioni. La S.P.E.R.O. – ribadisce – ha chiesto e chiede che la Conferenza di Servizi si apra secondo il dettato della sentenza del Cga. Nella sentenza l’operato della Soprintendenza è criticato in quanto nel gennaio 2012, il progetto venne bloccato per le prescrizioni imposte, eccedenti i poteri e le competenze della stessa Soprintendenza. In effetti “con i se e con i ma” non si fa la storia, ma, probabilmente, senza un irrigidimento così draconiano e invece con un negoziato di buona volontà, Siracusa avrebbe da almeno 5 anni il suo porto turistico in linea con le nuove esigenze e competitivo nel Mediterraneo. 

Ho letto alcune dichiarazioni che l’area su cui sorgerà il Marina, indipendentemente dal Piano Paesaggistico, è sottoposta ad altri e diversi vincoli (paesaggistici, urbanistici, idrogeologici, naturalistici). Volutamente si ignora che il progetto Marina di Siracusa venne esaminato nel minimo dettaglio in 4 (dicesi quattro) Conferenze di Servizi con la partecipazione di 22 Enti e gli Assessorati della Regione. La documentazione a suo tempo fornita è imponente e si avvale anche della dichiarazione del Rappresentante Unesco di “non interferenza” e dell’apprezzamento dei rappresentanti della Riserva Ciane-Saline.

È pura fantasia affermare che la S.P.E.R.O. punta al risarcimento. Ho più volte chiarito che puntiamo ad un progetto che sia sostenibile da un punto di vista ambientale ed economico. In un sistema così restio a qualsiasi investimento la S.P.E.R.O. e segnatamente Vittorio Pianese, vogliono dimostrare che è possibile percorrere una strada, sia con il sostegno delle sentenze sia con l’apprezzamento e la condivisione dell’opinione pubblica, ma che soprattutto dia certezza a chi abbia voglia di investire nel nostro territorio e che un percorso iniziato può giungere a buon fine.

Sono sempre più convinto che occorre imboccare una strada nuova, perchè la sovrapposizione di vincoli sempre più stringenti sul territorio, finisce per impedire qualsiasi sviluppo di un turismo economicamente qualificato, capace di diffondere benessere sul territorio. Ho imparato da un mio amico che non condivide la mia attuale posizione, che di ogni passo positivo intrapreso per rendere più attraente il territorio, dal rispetto della legalità, al trattamento dei rifiuti, ai trasporti, alle infrastrutture, i primi a beneficiarne sono proprio i cittadini.

Nel 2011, quando fui chiamato a collaborare con S.P.E.R.O. dovevo organizzare la struttura destinata a costruire il Marina e il riutilizzo dei fatiscenti edifici della fabbrica dismessa. Non ho smesso di ritenere che sarò in grado di realizzare quanto a suo tempo mi fu affidato, con una azione basata sulla massima trasparenza, buona fede e sincerità di intenti


© Riproduzione riservata - Termini e Condizioni
Stampa Articolo