Siracusa, processo Sai8. Il Pm cambia il capo d’accusa in bancarotta per distrazione nei confronti di due dirigenti

L'udienza è poi stata rinviata al 27 giugno, quando si discuterà anche della posizione degli altri due rinviati a giudizio, l'amministratore nel 2012 Angelo Isoppo e il consigliere dal 2010 al 2012 Mirko Giorgi

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Non più bancarotta fraudolenta preferenziale bensì bancarotta per distrazione. Questa la novità più importante emersa oggi durante l’udienza preliminare sul fallimento Sai8. Il Pubblico ministero Andrea Palmieri ha chiesto al gup Andrea Migneco la modifica del capo di imputazione a carico di Monica Casadei (amministratore dell’azienda dal 2009 al 2012) e Marzio Ferraglio (ad nel 2009 e consigliere della società fino al 2013) da bancarotta fraudolenta preferenziale a bancarotta per distrazione. Nella prima ipotesi la società fallita avrebbe pagato solo alcuni dei creditori a danno degli altri, con questa modifica invece il reato si configura nel momento in cui l’impresa sottrae, distrae, nasconde o distrugge beni e risorse finanziarie dal proprio patrimonio o da quello collettivo per arricchire sé stesso, privando nel contempo i creditori di qualsiasi forma di garanzia patrimoniale su cui soddisfarsi.

I destinatari di questi pagamenti da parte di Sai 8 sono per le prestazioni dell’avvocato Piero Amara per due pagamenti pari a 1.216.810 e 154.544 di euro e per l’avvocato Attilio Toscano per 1.009.267 e 175.828 euro, la società P&G per 344.900 euro, la TSL consulting srl per 384.530 euro. Mantenuta ferma la bancarotta preferenziale per i pagamenti in favore di Saceccav depurazioni Sacede per 5.975.931 di euro, la Dianeco con capitale sociale ripartito tra Casadei e Ferraglio per 201.067 e in favore della Stefi srl per 42.300 euro.

Il giudice si è riservato di decidere sulla richiesta di costituzione di parte civile da parte di Ato idrico, il Comune di Siracusa e di Solarino (difese dell’avvocato Bruno Leone) e dalla Curatela fallimentare, che dal canto loro ritengono possano esserci danni all’immagine per gli enti e per la cittadinanza a causa dei disservizi causati a seguito del fallimento della società ma su cui i difensori degli ex dirigenti e amministratori della società che gestiva il servizio idrico integrato fino al 2013 si sono opposti.

L’udienza è poi stata rinviata al 27 giugno, quando si discuterà anche della posizione degli altri due rinviati a giudizio, l’amministratore nel 2012 Angelo Isoppo e il consigliere dal 2010 al 2012 Mirko Giorgi. È facile prevedere, però, che il Pm potrebbe procedere con una contestazione specifica nei confronti dei legali e delle società interessate dai pagamenti di Sai 8 che potrebbero avere un procedimento autonomo.


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