Siracusa, pulizia della costa e rispetto del mare: le associazioni ambientaliste pianificano le prossime azioni

L’attenzione è stata incentrata, nella prima parte dell’incontro, sulla organizzazione di giornate ecologiche mirate a sgomberare la costa dai rifiuti depositati dalle forti mareggiate, causate dalle recenti ed eccezionali perturbazioni atmosferiche

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Giornate ecologiche di pulizia della costa, sensibilizzazione e informazione sul consumo consapevole delle specie ittiche con particolare riferimento ai ricci di mare. Sono molteplici le indicazioni scaturite dall’incontro della Consulta di Associazioni Ambientaliste presieduta dalla presidente dell’Amp Plemmirio Patrizia Maiorca, che si è riunita nel pomeriggio di oggi nella sede del Consorzio di gestione dell’oasi marina siracusana.

Presenti le sezioni locali di Legambiente, Slowfood, del Cai, di Nuova Acropoli e di Sea Shepherd. L’attenzione è stata incentrata, nella prima parte dell’incontro, sulla organizzazione di giornate ecologiche mirate a sgomberare la costa dai rifiuti depositati dalle forti mareggiate, causate dalle recenti ed eccezionali perturbazioni atmosferiche.

Le iniziative inerenti alle Giornate ecologiche prevedono la messa in opera di specifiche lezioni di educazione ambientale nelle scuole e poi di una vera e propria azione di pulizia sul posto che vedrà sinergicamente in opera le associazioni e gli studenti delle scuole selezionate per l’occasione. Forte input da parte del tavolo di concertazione nel Plemmirio, anche per avviare una campagna massiccia di sensibilizzazione al consumo sostenibile e consapevole dei prodotti ittici anche attraverso la posa di totem multimediali da dislocare nei maggiori punti di interesse.

Maggiore evidenza è stata posta per il consumo dei ricci di mare e del novellame la cui riproduzione e ripopolazione viene sempre più messa a rischio da un prelievo indiscriminato per soddisfare le esigenze dei consumatori e dei ristoratori i quali troppo spesso li propongono nei loro menu. Sono tre le priorità individuate dalla Consulta in merito alle buone pratiche da mettere in opera a partire dalla vendita del pescato: la tracciabilità del prodotto, le taglie minime e il rispetto del fermo biologico per favorire un corretto periodo di riproduzione.

Sul tappeto, campagne informative e mirate, l’organizzazione di incontri con le associazioni di categoria della ristorazione e del commercio ma anche con le forze dell’ordine, preposte al controllo a tutti i livelli per un maggiore coordinamento delle azioni.


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