Siracusa, questione Talete: confermato il debito da 10 milioni di euro tra Comune e Regione

Il tribunale di Palermo ha emesso la sentenza che rigetta le domande proposte dal Comune contro la revoca del finanziamento di 10 milioni di euro concesso dalla Regione al Comune, che adesso può proporre ricorso e trovare un accordo transattivo bonario

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Attesa, rinviata per anni, ma infine è arrivata: il tribunale di Palermo ha emesso la sentenza che rigetta le domande proposte dal Comune contro la revoca del finanziamento di 10 milioni di euro concesso dalla Regione al Comune per la questione Talete.

Il progetto originario era di 20 miliardi di vecchie lire, finanziato con i fondi della Protezione civile, e prevedeva la realizzazione di una via di fuga attraverso un tunnel sotterraneo di collegamento tra Ortigia e la terraferma con due parcheggi di testata: uno il Talete, l’altro allo Sbarcadero. Si voleva, in questo modo, snellire il flusso automobilistico attraverso corso Umberto e ponte Umbertino anche tramite l’inserimento nel Piano regolatore, all’epoca redigendo, di una circonvallazione che avrebbe dovuto percorrere il perimetro esterno della città, occupando pure la sede della strada ferrata (oggi pista ciclabile). L’allora sovrintendente Giuseppe Voza però non diede l’autorizzazione alla realizzazione del ponte per tutelare le mure spagnole e si pensò di modificare con un tunnel sotterraneo.

Ma anche grazie a un “sollevamento popolare” che aveva tra i protagonisti tra gli altri Fabio Granata e Corrado Giuliano, la magistratura con l’allora Pm Angela Pietroiusti aprì un’inchiesta che portò all’esecuzione di misure cautelari prima e assoluzioni e prescrizioni infine.

Rifiutato il tunnel, si decise poi per la realizzazione di un passaggio a raso e di un parcheggio “area di primo smistamento” in un contesto più ampio di riqualificazione e messa in sicurezza dell’area, che permise l’utilizzo dei fondi. L’opera prevista in origine quindi, il cui progetto risale alle Giunte comunali degli anni ’80 con l’appalto concorso ai tempi dell’amministrazione Spagna, e il finanziamento negli anni ’90, non fu mai realizzata. Ma i soldi, quelli sì, furono spesi per costruire l’opera accessoria prevista nel progetto: il parcheggio Talete inaugurato dal sindaco Fatuzzo.

Per avere realizzato solo l’opera accessoria e non tutto il progetto per cui venne chiesto il finanziamento, però, la Regione nel 2004 dispose la revoca motivandolo come il “mancato raggiungimento dello scopo al quale il finanziamento era finalizzato”.

Il Comune avviò prima un giudizio al Tar e poi al Tribunale Civile di Palermo contro la revoca del finanziamento. E adesso il tribunale palermitano lo ha respinto confermando la legittimità della revoca.

Adesso l’amministrazione ha due strade, che non devono obbligatoriamente essere contrapposte: proporre ricorso contro la sentenza di accertamento (prendendo altro tempo e provando a convincere i giudici della bontà delle proprie ragioni) e trovare un accordo transattivo bonario con la Regione per cercare quanto meno di diminuire una cifra troppo alta che rischierebbe di mandare il Comune in default. Per responsabilità risalenti a decenni fa. Insomma, il rischio, come sempre è quello di pagare oggi gli errori (grossi in questo caso) commessi da altri, ieri.


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