Siracusa, resta in carcere Rita Frontino: il Riesame conferma le misure cautelari anche per gli altri 3 indagati

La Frontino quindi resta detenuta nella Casa circondariale di Piazza Lanza di Catania con il Riesame che conferma l’ordinanza di custodia in carcere emessa a suo carico dal Gip di Siracusa, Anna Pappalardo, che aveva accolto la richiesta dei Pm della Procura Lucignani e Grillo

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Il Tribunale del Riesame di Catania ha confermato tutte le misure cautelari nei confronti di Concetta Rita Frontino, Davide Venezia, Alfredo Sapienza e Rosa Gibilisco, indagati nell’operazione Archia della Guardia di Finanza per bancarotta fraudolenta e frode fiscale nella costruzione del centro commerciale Fiera del Sud.

Il legale di fiducia della Frontino, l’avvocato Mario Fiaccavento, aveva chiesto la revoca della misura in carcere o la sostituzione con quella meno afflittiva degli arresti domiciliari. La revoca degli arresti domiciliari era stata invece richiesta dagli altri tre indagati arrestati dalle Fiamme Gialle di Palermo e Siracusa. Davide Venezia è difeso dall’avvocato Tancredi Antonuccio e Alfredo Sapienza dall’avvocato Antonio Meduri mentre Gibilisco, che fino a qualche mese fa era difesa dai legali Piero Amara e Giuseppe Calafiore, arrestati nell’ambito dell’inchiesta sul Sistema Siracusa, ha nominato un avvocato del Foro di Catania.

La Frontino quindi resta detenuta nella Casa circondariale di Piazza Lanza di Catania con il Riesame che conferma l’ordinanza di custodia in carcere emessa a suo carico dal Giudice delle indagini preliminari del tribunale di Siracusa, Anna Pappalardo, che aveva accolto la richiesta dei Pm della Procura di Siracusa Davide Lucignani e Salvatore Grillo.

L’avvocato Fiaccavento ha eccepito tra le altre cose il fatto che la competenza dell’inchiesta sia della Procura di Messina non solo per via della connessione degli atti d’indagine con l’inchiesta sul “Sistema Siracusa” ma anche per la presenza dei Pm Lucignani e Grillo tra le persone offese in quell’indagine e chiedendo per questo l’annullamento dell’ordinanza. I due sostituti hanno respinto tale tesi sostenendo di non aver presentato alcuna costituzione di parte civile su una vicenda che comunque li vede limitati solo per il reato di calunnia nei loro confronti.


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