Siracusa, sbalzata dal bus e morta dopo giorni di agonia: dopo 12 anni la prima condanna

Un anno e sei mesi di reclusione (pena sospesa) per omicidio colposo oltre al pagamento delle spese processuali il conducente del mezzo. Assolto invece il dirigente dell’Ast

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Il giudice del tribunale di Siracusa ha condannato a un anno e sei mesi di reclusione (pena sospesa) per omicidio colposo oltre al pagamento delle spese processuali il conducente del mezzo Antonio Aglieco. Assolto invece Giovanni Vaiola, dirigente dell’Ast, accusato di omesso controllo degli accorgimenti di sicurezza del mezzo.

Ci sono voluti 12 anni e 29 udienze ma si è riusciti ad arrivare a una sentenza per la morte di Margherita Canistrelli, che perse la vita il 10 ottobre del 2007 dopo essere stata sbalzata fuori da un bus navetta dell’Ast, in movimento con le porte aperte.

Insegnante dell’istituto comprensivo di via dei Mergulensi in Ortigia, aveva 47 anni quando venne sbalzata fuori da una navetta del servizio di trasporto pubblico che collegava il capolinea di via Rubino con Ortigia. Scaraventata per terra, l’impatto violento sull’asfalto le causò gravi lesioni e la donna morì dopo 10 giorni di agonia, lasciando un marito e due figli.

Ma Luciano Mirabella, il marito, non ha mai smesso di chiedere giustizia. Ha scritto lettere al presidente della Repubblica Sergio Mattarella, al Consiglio superiore della Magistratura, alla Procura generale della Corte di Cassazione e all’ispettorato generale del Ministero della Giustizia quanto meno per arrivare a ottenere una sentenza di primo grado. Ha visto cambiare il magistrato, giudici in maternità e numerosi rinvii. Oggi si è arrivati alla prima sentenza da quel maledetto 10 ottobre di 12 anni fa.


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