Siracusa, sbalzata dal bus e morta dopo giorni di agonia: domani la sentenza

L'associazione Vittime Riunite d’Italia chiede una sentenza giusta e esemplare per la morte di Margherita Canistrelli

“Dopo nove anni e ventotto udienze, ci auguriamo che domani mattina esca una sentenza giusta ed esemplare“. A parlare è Angelo Bertoglio, presidente dell’associazione Vittime
Riunite d’Italia, che interviene in merito all’udienza, fissata in tribunale per domani: a giudizio Antonio Aglieco, l’autista del bus che si trovava alla guida del mezzo e che è accusato di omicidio colposo e Giovanni Vaiola, dirigente dell’Ast accusato di omesso controllo degli accorgimenti di sicurezza del mezzo.

Il 10 ottobre del 2007, Margherita Canistrelli, insegnante, perse la vita a 47 anni dopo essere stata sbalzata fuori da una navetta del servizio di trasporto pubblico mentre era in movimento, ma con le porte aperte. Scaraventata per terra battendo la testa con un impatto violento sull’asfalto e la caduta causò gravi lesioni e la donna morì dopo 10 giorni di agonia, lasciando un marito e due figli.  L’Avri è stata al fianco della famiglia di Luciano Mirabella, il marito, per chiedere una sentenza giusta ed esemplare per la morte della moglie, ma soprattutto giustizia e dignità.

“Non può essere più tollerabile che in questo paese si debba aspettare nove anni per avere giustizia – aggiunge Bertoglio – e infatti Luciano Mirabella è stato con una delegazione della nostra associazione nei mesi scorsi alla presidenza del Senato per raccontare questa triste e vergognosa vicenda. Andremo ovunque e faremo tutto quello che sarà possibile fare politicamente e anche a livello parlamentare per sostenere Luciano Mirabella e tutte quelle Vittime e familiari che si trovano in situazioni simili”.


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