Siracusa, tra scoperta e denuncia: il Fai mostra i depositi di carburante di viale Santa Panagia

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L'area era stata realizzata durante la seconda guerra mondiale e aveva come compito quello di rifornire l'idroscalo di Siracusa. Una zona in totale stato di abbandono che il Fai aprirà domenica dalle 10 alle 16

Presentata questa mattina la giornata di Autunno 2017 del Fai, il Fondo Ambiente Italiano. L’edizione di quest’anno sarà dedicata all’architettura bellica e nello specifico ai depositi di carburante di viale Santa Panagia. Un’area oggi totalmente abbandonata e che il Fai, seppur per un solo giorno, domenica 15 ottobre dalle 10 alle 16, vuole riportare in vita. Durante la seconda guerra mondiale, nei primi anni ’40, nel porto di Siracusa era attivo uno scalo militare per idrovolanti, le cui aree a terra sono tutt’oggi nella disponibilità dell’Aeronautica militare (via Elorina).

Per poter garantire il necessario approvvigionamento di carburante, da allocare in una località lontana e relativamente sicura da possibili bombardamenti e incursioni aeree nemiche, il genio militare scelse di realizzare il deposito e le relative infrastrutture in un’area a 3 chilometri dal porto. In viale Santa Panagia sono stati costruiti in calcestruzzo, depositi sotterranei di carburante per una capienza di qualche decina di migliaia di metri cubi, completamente impermeabilizzati con una copertura in ferro.

Una struttura abbandonata dal 1966 e che col passare degli anni è stato vandalizzato. I sei ettari di terreno sono allo stato attuale occupati per due terzi d installazioni sotterranee militari e da un terzo da una necropoli edificata del V secolo A.C. e qui, negli anni compresi tra il ’39 e il ’43 è stata scritta una piccola ma significativa pagina della storia siracusana.


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