Siracusa, segni di risveglio in casa Pd: si guarda alle nazionali ma si perde il treno per il Vermexio

Dall'incontro di giovedì scorso si attendeva uscisse il nome buono per prendere il posto del dimissionario Fabio Moschella all'interno della Giunta, ma la tanto sperata fumata bianca non è arrivata. Per poco, ma non è arrivata

moschella-monterosso

Il Partito Democratico di Siracusa guarda al Vermexio ma in fondo pensa al Parlamento. L’ultima riunione di giovedì di ciò che rimane del Pd è stata tanto lunga quanto infruttuosa. Si attendeva uscisse il nome buono per prendere il posto del dimissionario Fabio Moschella all’interno della Giunta, ma la tanto sperata fumata bianca non è arrivata. Per poco, ma non è arrivata.

Il motivo, nella declinazione più edulcorata, vorrebbe che prima si scegliessero le cariche apicali del Pd per poi esprimere un assessore che sia di tutto il partito. In soldoni, però, il centrosinistra spera nel più breve tempo possibile che Lega e Movimento 5 Stelle rompano l’asse di Governo nazionale, riportando nella prossima Primavera gli elettori alle urne. E lì, chi ha il partito in mano (il segretario provinciale e la sua area di riferimento) avrà la possibilità di presentare alla segreteria nazionale una lista di nomi.

Insomma, al momento, non c’è ancora la quadra sull’equilibrio tra le aree del partito e per questo non è possibile posizionare tutti i tasselli ma è cominciata la battaglia interna al Pd. E mancava da tempo. L’impressione quindi è che si andrà con scelte a cascata, dalla segreteria provinciale a quella cittadina, per poi passare al presidente provinciale del partito e infine all’assessore (in ordine decrescente di importanza, almeno in casa Pd). L’obiettivo è dunque quello di creare una nuova e solida identità politica, per poi far parte della vita amministrativa del Comune.

E l’attuale segretario cittadino Marco Monterosso, candidato in pectore al posto di Moschella, dovrà rinunciare ai sogni di gloria. Almeno per adesso. Ma i tempi per le scelte si allungano, mentre l’amministrazione comunale del sindaco Italia ha necessità di fare scelte immediate, anche perchè il 24 luglio in Consiglio comunale approderà il bilancio di previsione e la guerra, come ogni anno, è già annunciata. Il sindaco avrà bisogno di una maggioranza molto solida e non fluttuante come l’attuale.

Al di là della necessità di un semplice avvicendamento tra persone, ha spiegato Lealtà e Condivisione durante un recente incontro con il sindaco, sarebbe politicamente sbagliato gestire il rimpasto puntando esclusivamente alla ricomposizione tout court della squadra di governo. Per i “Randazziani” occorre cogliere questa occasione per provare a ricucire la rete di relazioni politiche che è stata alla base del successo della candidatura di Italia alle elezioni amministrative dello scorso anno e che ha registrato, nel corso degli ultimi mesi, un evidente processo di logoramento, che ha inciso non poco sulle difficoltà incontrate dall’amministrazione comunale.

L’ingresso di Tonino Trimarchi tra le fila di “Fuori Sistema” è un primo passo per allagare il consenso in Consiglio e a breve proprio quel gruppo consiliare avrà come espressione in Giunta, Cosimo Burti. Ma questo non basta. Da tempo si susseguono più voci che vedrebbero il sindaco Italia strizzare l’occhio ad alcune forze di centrodestra, da Amo Siracusa a qualche pezzo esterno di Forza Italia. Qualcosa però deve muoversi, se questa amministrazione vuole restare in piedi. Il tempo stringe, e il Pd potrebbe anche perdere questo treno.


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