Siracusa, spartitraffico, autovelox e nuovo manto stradale: così Targia può essere più sicura |Domani l'autopsia

Targia ha più di un problema: un rettilineo lungo circa 3 km che "invita" a correre, un manto stradale che lascia a desiderare (eufemismo) e la mancanza di uno spartitraffico che possa quanto meno essere un deterrente per sorpassi azzardati

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Se ci fosse stato lo spartitraffico sulla strada di Targia, forse non sarebbe cambiato nulla o forse sì. Forse la vita di Iginio Gianluca Ruvioli sarebbe salva, o forse no. Non è possibile avere una controprova, purtroppo. Dai primi riscontri della Polizia municipale, sembrerebbe che ieri Gianluca a bordo della proprio moto abbia deciso di superare un’auto all’interno della corsia e che sia stato toccato dalla vettura affianco. Qui avrebbe perso il controllo andando a sbattere violentemente contro l’auto che procedeva dalla corsia opposta.

Targia però, ha più di un problema: un rettilineo lungo circa 3 km che “invita” a correre, un manto stradale che lascia a desiderare (eufemismo) e la mancanza di uno spartitraffico che possa quanto meno essere un deterrente per sorpassi azzardati.

Partendo dalla fine: lo scorso marzo l’amministrazione comunale è stata convocata dall’ex prefetto Giuseppe Castaldo per partecipare a una riunione sulla sicurezza stradale. Dalla mappatura effettuata dalla Polstrada emersero alcune criticità tra cui la via per Cassibile, viale Paolo Orsi e quella di Targia. L’ex assessore alla Mobilità, Giuseppe Raimondo, si impegnò a redigere un progetto per lo spartitraffico: “dopo un fastidioso ping pong tra gli uffici Mobilità e Lavori pubblici – dice – riuscimmo a completarlo, anche con computi metrici che attestavano la fattibilità economica grazie agli introiti derivanti dalle multe. Qualora le risorse pubbliche non fossero state sufficienti a coprire le spese, molti dei privati che hanno le proprie aziende in quella strada si erano detti disponibili a contribuire nel pagamento dello spartitraffico che copriva la parte”.

Che fine abbia fatto quel progetto, non è dato sapersi. Forse dimenticato nei cassetti dopo il cambio di assessori, di dirigenti, di funzionari. O chissà. Il consulente tecnico d’ufficio al Tribunale in ambito sinistri stradali ed ex consigliere di quartiere, Rosario Dell’Arte, ha anche presentato una proposta: ripristinare in maniera uniforme il manto stradale e procedere alla creazione di uno spartitraffico con almeno due piccole rotonde. “Lo spartitraffico – spiega – non solo permetterebbe di evitare il superamento della doppia striscia longitudinale durante i sorpassi, ma non permetterebbe anche il cambio di inversione trasversale o il raggiungimento delle ditte presenti in contromano, compiute non solo dai conducenti di automobili ma soprattutto dei numerosi autocarri per abbreviare la destinazione. La presenza delle rotatorie non solo consentirebbe la corretta inversione di marcia senza dover compiere un lungo tragitto ma soprattutto obbligherebbe anche a rallentare l’andamento di conduzione veicolare nel tratto rettilineo”.

Come alternativa al contenimento delle spese e soprattutto al fine nella celerità nella messa in sicurezza, la proposta potrebbe essere quella della creazione di un cordolo creato nella medesima maniera come in viale Paolo Orsi o come presente in via Columba con al centro una siepe. Ciò permetterebbe di evitare il superamento della segnaletica orizzontale di doppia linea in fase di sorpasso e l’inversione trasversale di corsia. Infine per quanto concerne il limite di velocità se neanche il rallentamento dovuto dalle rotonde create non ne causerebbero il rispetto del limite imposto, si potrebbe procedere con l’istallazione di autovelox .

Ed è questa la soluzione preferita anche dal neo dirigente del settore Mobilità Gaetano Petracca. “È la stessa situazione che si verifica su Cassibile – ammette – con gli automobilisti che pensano di essere in autostrada raggiungendo velocità folli anche in centro abitato e mettendo a rischio i passanti. A Targia, forse, in questo caso non sarebbe cambiato nulla. Anzi, per una moto lo spartitraffico potrebbe essere più dannoso e andare dritto nelle campagne diventare una via di fuga. Dobbiamo cercare di capire cosa fare nell’immediato ma di sicuro serve l’autovelox per impedire agli automobilisti di correre troppo“. Per trovare una soluzione, fattiva, concreta, immediata, è in corso una riunione al Comando della Polizia municipale.


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